




















DA POI che io intesi, Serenissimo Prencipe, con quanta benignità fosse da vostra Altezza accettata et letta questa mia humil fatica, che presentai tosto che fu stampata ad alcuni principali signori della corte sua, et ch’io fui medesimamente informato che fra l’altre sue virtù, ella prende grandissima dilettatione dell’agricoltura, mi nacque subito un ardente desiderio di consecrarle (come faccio al presente) questa nuova mia edittione delle vinti Giornate; sì per mostrarle qualche segno della divotione mia verso di lei et di gratitudine per questo suo tanto favore, et sì ancora, perché dalla luce del suo glorioso [p. 001V] nome possa essere illustrata questa mia oscura opera. La quale se non è degna per altro di pervenire a così honorate mani, parmi almeno che il suggetto di quella possa coprire gli altri suoi molti difetti. Poi che lo studio dell’agricoltura è tanto nobile et tanto degno che egli merita di essere amato et pregiato (come fu sempre in ogni secolo) da ogni saggio et valoroso Prencipe al par di qualunque arte, o scientia honorata. Conciosia che se tutte le altre arti et scientie sono state ritrovate, accioché o giovino al corpo o dilettino all’animo, parmi che questa dell’Agricoltura le comprenda inseparabilmente tutte due; percioché quanto alla prima, chi non sa che il mondo perirebbe quando non fosse essercitata di continuo et con ogni diligentia, da noi mortali? Quanto poi alla seconda, qual è quello così rozo che non se invaghisca della tanta diversità di herbe, di frondi, di fiori, di frutti, et d’altri infiniti effetti ammirabili che ella ci dona tuttavia, et con grandissimo contento nostro? Oltra che ci va elevando l’intelletto alle speculationi naturali et sopranaturali tanto che lo conduce alla consideratione di colui dal quale la vita, i costumi, le scienze et la istessa Natura hanno dependentia. Di qui è che sì come l’huomo che non ha alcuno spirito di amore [p. 002R] verso quest’arte nobilissima, non pare veramente huomo, poiché manca di quello donde la vita et la felicità humana derivano; così chi se ne diletta sommamente et ne ha più che mezana cognitione, può essere stimato in molte parti, più che huomo. Hora se la cognitione dell’agricoltura è di così gran lode et di così grande splendor nelle persone di grado privato, quanto maggiormente sarà illustre et divina ne i prencipi constituiti in dignità suprema? Non è adunque maraviglia, se vostra Altezza, come prudentissimo principe, gradisce tanto questa così nobile et così compiuta professione; dal qual diletto, sì come la vita sua santamente possede quelle rare doti, che dal benigno Cielo in gratia le sono state concesse, così li stati suoi fortissimi et copiosissimi d’ogni commodità et giocondità divengono ogn’hora più belli et più abondanti di tutti quei doni, che si possano desiderare. Et questo avviene perché la Savoia, il Piemonte et gli altri stati si sforzano d’imitare il loro singolar Prencipe, come conceduto ad essi per gratia di Dio. Il quale non solamente è adornato di valore et di scientia militare, ma etiandio di così eccellente studio, quanto ho mostrato esser quello della Agricoltura. Di quella ne fanno chiaro testimonio le sue molte vittorie, et le espugnationi dei luoghi inespugnabili in Francia et [p. 002V] altrove con tanta sua gloria, che ha oscurato quella de’ più grandi guerrieri antichi et moderni. Et da questa nasce la sicurezza et la bellezza dei suoi stati fedelissimi. Percioché dov’è copia di huomini valorosi, guidati et retti da Prencipe forte, giusto, magnanimo et saggio; et dov’è abondantia di quelle cose, che sono il mantenimento de’ popoli, quivi si può dire che sia la stabilità et l’ornamento degli stati. Le quali doti et conditioni tanto sono particolari di vostra Altezza, de’ suoi sudditi et de’ fortissimi paesi, che emulando ella con generosa concorrentia la gloria di quel grande et perfetto re Ciro, tanto celebrato da Xenofonte, vuol che i suoi popoli all’arte della guerra congiunta con lo splendore delle lettere et allo studio dell’agricoltura, siano inclinati, premiando et essaltando, come faceva il detto re chi, o nell’una, o nell’altra acquisti eccellentia, di maniera, che i paesi et gli stati, per virtù di vostra Altezza, usciti da quelle angustie et calamità, dove la lunghezza delle guerre et la dura servitù dei Prencipi forestieri, gli havevano condotti, si allegrano per esser posti in somma felicità; et sperano di dover lunghissimamente godere la gran bontà del loro Prencipe con le altre molte virtù, che non si partono mai dal divin’animo di sua Altezza. La giustitia essemplarissima, la carità verso i popoli, la [p. 003R] protettione di tutte le valorose persone, l’ardente amore che mostra ai professori delle scientie, et sopra tutte l’altre quella virtù, che non fu mai operata, né conosciuta da Ciro (la qual è poi il fondamento di tutti gli Stati) la Religione Christiana, della quale vostra Altezza è talmente affettionata, anzi infiammata a conservare et ampliare nei suoi popoli, ch’ella non cessa mai di ridurre al vero culto et alla ubidientia della Santa Chiesa Romana tutti coloro che per propria iniquità et ambitione, han voluto allontanarsene. Attione veramente dignissima et santissima del Serenissimo et Christianissimo Prencipe Emanuel Filiberto, il quale non solamente è meritevolissimo successore degli stati de gli antichissimi avoli, ma ancora è prontissimo ad esponer la vita propria per difensione della Santissima Fede, come fecero essi. I quali, fra le lor gloriose imprese due volte salvarono dalle mani de gli infideli Rodi et Constantinopoli ; onde dal commune consenso de’ Principi Christiani ottennero l’insegna di Christo, cioè la croce bianca in campo vermiglio, la quale da loro in beneficio della Santa Fede, con molta felicità fu sempre spiegata. Oltra che da questa christianissima difesa, ne nacque anco l’origine di quella Illustrissima schiera di Cavalieri honorati della Annontiata, instituiti da Amadio Sesto per memoria [p. 003V] di tanta religione, col motto espressivo della fortezza del primo Amadio, che tenne Rodi. Per queste tante virtù et gratie singolari havute dalla cortese mano del supremo donatore Iddio, certo è che in vostra Altezza non restava più che potersi desiderare in questo mondo per l’assoluta felicità sua, fuor che due cose, delle quali l’infinita sua bontà così ben l’ha poi provista et contentata. La prima è la santissima unione della Serenissima Madama Margherita di Valois con la persona sua, percioché se mai fu alcun secolo illustrato dal valore et dallo splender delle gran Dame il nostro da lei tanto riceve di gloria, che adombra quella di tutti i passati. Né tanta è la grandezza di lei per esser figliuola del maggior Re che havesse mai la Francia, sorella del più bellicoso che conoscesse l’armi, et zia di quel che con la sua prudentia ha ripieno gli animi de gli huomini in questa tenera sua età di grande speranza; quanta per le virtù di lei che in ogni scientia et in ogni facoltà è giudiciosissima et essercitatissima; per non dir di tante altre che unitamente in quel divin animo son’accolte. Et la seconda l’haver moltiplicato così tanta et così famosa prole, con donar loro per particolare gratia il Serenissimo Carlo Amadio Principe di Piemonte per figliuolo, la cui grandezza di spirito et di concetti grandi in questa tenerissima età è così sublime, [p. 004R] che chiaramente lo vediamo il vivo ritratto, non pur dell’imagine, ma delle virtù et dello splendore de’ serenissimi suoi progenitori. La onde per concludere, Serenissimo Principe, non è maraviglia se io acceso dalla chiara fama di tanti meriti, di tante virtù et di tanti splendori, mi son mosso a dedicar (come ho detto) a vostra Altezza questa opera mia; non perché io stimi che sia per apportarle diletto o giovamento alcuno, poiché è composta da così rozo autore, et ripiena di quei documenti, che da lei sono conosciuti et posti in prattica meglio, che non gli ho saputi spiegare; ma accioché la fatica mia sia inalzata et illustrata dal favor del suo alto et chiaro nome, là dove non può da sé medesima pervenire; et accioché ancora il mondo conosca, che essendo la profession della agricoltura abbracciata, stimata et havuta per molto cara da così alto Prencipe, racquisti quello splendore, che conseguì già dal primo institutor, che fu il sommo Iddio, et dal primo operator che fu Adamo. Spero adunque sotto così gran Protettore, vedere a guisa di fenice, rinovata questa antica, et benignissima madre, la quale, allegrandosi d’esser ritornata in gratia de’ suoi nobilissimi et generosi figliuoli, secondo che fu al tempo del felice imperio di Roma, sarà tanto più liberale da qui innanzi a farci copia de’ frutti suoi, quanto pare che per molt’anni a dietro, [p. 004V] quasi sdegnata di così grave ingiuria fattale da’ signori e da’ nobili, ella sia stata contra la natura sua, parca troppo et avara. In tanto non si sdegni l’ Altezza vostra d’haver un altro bresciano (ma basso et humile) che la serva et riverisca così di lontano, com’ella si trova haver presso di sé, l’illustre Conte Pietro Avogadro, mio Signore et valoroso figliuolo di questa istessa patria, et come degno soggetto d’essere adoprato da lei intorno a tutte le operationi civili et a gl’importanti negotij, sì di guerra, come di pace; de’ quali (per esser nato di così antica et illustre famiglia, che hora fiorisce più che mai d huomini strenui, et magnanimi) è sommamente informato et possessore. Anzi con la benignità dell’animo suo, si pieghi ad accettar l’opera et la servitù mia, et tenermi nel numero di coloro, che più desiderano che ’l Signor Iddio le doni lungo et prospero corso di felicità et di grandezza per la conservatione sua, e di tutti i suoi stati,
Di Venetia, il primo di Luglio. M.D.LXIX.
Agostino Gallo, Le vinti giornate dell'agricoltura, et de' piaceri della villa di m. Agostino Gallo. Nuovamente ristampate. Con le figure de gl'istrumenti pertinenti, & con due tavole: una della dichiaratione di molti vocaboli: & l'altra delle cose notabili, Venezia, Camillo & Rutilio Borgominieri, 1572.
Exemplaire reproduit : BIPADI - Universitat de Barcelona
Agostino Gallo
(auteur, dédicateur)
DBI (1998)
Rutilio Borgominieri
(imprimeur-libraire)
DBI (1971)
Emanuele Filiberto duc de Savoie
(dédicataire)
Notice Wikipedia
Cyrus II Notice Wikipedia
Xénophon EM (2014)
Marguerite de Valois Notice Wikipedia
Carlo-Emanuele I DBI (1977)
Pietro Avogadro Notice Wikipedia