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La villa, nella quale si contiene il modo di cultivar la terra di mese in mese, di inserir gli arbori, di governar gli horti, & i giardini, con la proprieta de frutti, delle herbe, & de gli animali, con molte altre cose utili a prò del contado

AL MAGNANIMO SIGNOR OTTAVIANO PALLAVICINO GENTILHUOMO ILLVSTRE FRANCESCO SANSOVINO

[p. 001R] IO non credo che in questo mondo sia cosa piu cara et più giovevole allo huomo nobile che habbia l’animo ben composto che l’Agricoltura, perciò che essendo ella a nostro profitto, ne mostra ancho a un certo modo quanta sia maravigliosa e incomprensibile la ineffabil grandezza di Dio intorno alle tante cose et varie ch’egli ha creato a nostro uso. Là onde io non dubito punto ch’ella non sia stata tenuta sempre in pregio dagli antichi, poi che ella fu trattata et maneggiata non solamente da i privati huomini ma da i publici ancora. Et lasciando hora stare che colui era tenuto huomo da bene ch’era buono Agricultore, come riferisce Catone, e che molte volte i Consoli Romani, dopo haver compiutamente sodisfatto al debito del magistrato loro, si ritiravano in villa a maneggiar gli aratri et le falci, dico che non solo i dotti di quell’età ma i Principi e gli Imperadori scrissero intorno a questa materia, volendo che gli huomini ambitiosi e desiderosi de gli honori di questo mondo vedessero quanto sia

Beato chi lontan da tanti affanni

Senza debito alcun si sta alla villa

Godendo in cultivar i propri campi

Come facea la gente al tempo antico

come dice Horatio, tra’ quali Varrone gravissimo Senatore ne trattò molto bene ma così ristretto e oscuramentę ch’egli fu tenuto piu tosto dotto [p. 001V] che chiaro. Ne scrisse medesimamente Catone, ma con lingua tanto esquisita che pochi lo hanno potuto intendere, oltre al quale Palladio e Costantino Imperadore, trattandone soccintamente e con salda fermezza s'acquistarono non picciol luogo di honore. L’ultimo poi ch’io sappia ne’ tempi de’ nostri Avoli fu Pietro Crescentio ch’io ho tradotto nuovamente et mandato fuori a beneficio de gli studiosi. Da predetti scrittori adunque si ha potuto comprendere agevolmente quel che si può desiderare. Et perch’io mi son sempre dilettato di questa lettione come utile et piacevole insieme, dicendo meco medesimo con Virgilio

O fortunati a pieno i contadini

Se i molti beni lor conoscer sanno

Essi de’ frutti che la terra spande

Sì largamente, in pace alma et tranquilla

Vivono da’ civili odi lontani etc.

et non havendo modo di sodisfarmi interamente in questa parte con l’operare, mi misi a vedere i predetti autori, tra quali dilettandomi sommamente PALLADIO, mi piacque di farlo volgare a prò e utile di coloro che non sanno e che desiderano d’intendere i governi del contado. La qual cosa essendomi socceduta come io voleva, e dovendolo publicar alle genti sotto nome di huomo nobile, buono e prudente, non tanto perché egli fosse difeso dall’auttorità sua, quanto per dargli più credito, ho voluto ch’egli habbia impresso nella sua prima fronte con carattere perpetuo di honore questo segno di OTTAVIANO PALLAVICINO nome tanto chiaro, quanto degno e meritevole d’esser registrato ne’ cuori di tutti i buoni. Né io mi inganno punto, perciò che se si riguarda alla nobiltà vostra, io non so veder chi vi si possa prepor così agevolmente, poi che nelle historie comuni del mondo si leggono a eterna memoria, le cose illustri fatte dalla famiglia PALLAVICINA, la qual piena di apictani valorosi, di magnanimi gentilhuomini e di principi infiniti così chiari nelle cose di guerra, come di pace, ha sempre a somiglianza del Sole sparso i raggi suoi chiarissimi, non solamente nelle parti d’Italia, ma ancho in quelle delle genti lontane. Et se d’altro lato si ricerca vivacità di ingegno con profonda intelligenza di cose, chi non vede ch’ella harà pochi pari? sapendo ogniuno che per questo voi conversate con molti personaggi grandi e con molti principi, da’ quali sete amato e reverito, sì perché l’affabilità vostra attrattiva gli sforza, e sì perché spiegando i concetti dell’animo [p. 002R] vostro con altezza di spirito fate maravigliar chi vi ascolta, come quello che havendo bella e risoluta cognition di cose per lo maneggio del mondo l’accrescete con gentile e con honorata letteratura. Quanto poi alla bontà io non harei posposto V. S. a niuno altro, perciò che procedendo voi liberamente con una creanza naturale e non punto affettata, sete amator della religione e delle cose di Dio quanto più si può desiderare, et mettendo ogni vostro fine in quella, sì come dee fare ogni huomo acceso dall’ardentissimo spirito di sua Maestà, tanto gioite in voi medesimo, quanto che sollevando questo et quell’altro dalle miserie, porgete con liberal mano aiuto a gli oppressi e conforto a’ miseri col consiglio et con l’opere, onde in conseguenza è necessario che sapendo ognuno che voi sete per natura ingegnosissimo, e con animo pronto a bene e virtuosamente operare, vi rendiate affettionati coloro che vi conoscono, i quali sono innumerabili per quel che io sento ogni dì, perciò che ragionandosi et del valor vostro, et delle honorate qualità di Mons. Pallavicino vostro fratello amato dal Reverendiss. Cardinal di Carpi suo Signore, quanto più si può desiderare, conchiudono che voi come due lumi della vostra famiglia Illustriss. meritate quei gradi maggiori, i quali si convengono uomini valorosi e gentile. Ma io non mi accorgeva d’esser entrato temerariamente nel mar delle vostre lodi, se quali io son certo che voi per la vostra molta modestia non vorreste sentire. Ma questo mi s’ascriva a quella licenza et a quello ordine che hanno gli scrittori quando sono aiutati dal vero. Et però facendo fine prego V. S. che si degni di prender in grado questo mio picciol dono ch’io le presento con tutto il cuore contandomi nel numero di coloro che l’amano, et che le desiderano ogni felicità.

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Références ouvrage

Rutilius Taurus Aemilianus Palladius, La villa, nella quale si contiene il modo di cultivar la terra di mese in mese, di inserir gli arbori, di governar gli horti, & i giardini, con la proprieta de frutti, delle herbe, & de gli animali, con molte altre cose utili a prò del contado, Venezia, Francesco Sansovino, 1561.

USTC n° 846319
EDIT16 n° 30985

Exemplaire reproduit : Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magl.1.6.451

Notices biographiques

Rutilius Taurus Aemilianus Palladius (auteur) Enciclopedia

Francesco Sansovino (dédicateur, traducteur) DBI (2019)

Ottaviano Pallavicino (dédicataire)