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Del modo di fortificar le città trattato di m. Giovambattista de' Zanchi, da PesaroDel modo di fortificar le città
[p. 001V]

Al serenissimo et invittissimo Re Massimiliano d’Autria, Re di Boemia.

Ancora che una delle più necessarie e principali fortezze delle città sia posta nella benevolenza e vero amore de’ valorosi popoli, i quali con la diritta amministratione di giustitia e con la collatione de’ benefitii hora nel publico hora dei privati si acquistano, nondimeno ove saranno quelle delle mura e degli altri edifiti ad esse appartenenti, aggiunte ; chi non sa, Serenissimo e invittissimo Re, che vie maggior sicurezza apporteranno, in tanto che par difficile cosa il discernere qual delle due, dico o quella degli animi de’ cittadini o quella delle mura, sia da essere anteposta ? E ancor che, secondo l’opinione di molti savi e giuditiosi filosofi, agli animi il primo luogo dar si dovesse, come che io così leggiermente non lo conceda, nondimendo essendo che molti della loro edificatione habbiano per li passati tempi et [p. 002R] nei presenti ancora ciascuna regola e fondamento con grande studio e dottrina dimostrato ; gran maraviglia ci dee porgere il non vedere che pur' un solo di quella delle mura habbia particolar memoria lasciato, essendo ella così necessaria cosa per dar perfettione a questa fortezza, come le vicine dispositioni alla materia, se alcuna particolar forma ricever deve. Laonde sopra questo discorrendo talhora facilmente harei giudicato ciò poter essere accaduto, però che interamente da alcuno né prima né poscia intesa si fusse ; se non che molti valorosi soldati e essercitati, e giudiciosissimi capitani, ritrovati ne ho, e anco per fama conosciuti, i quali non credo che restassero mai di tal cosa a' posteri lasciare, invidiosi ch'altri nell'otio e piaceri apparandoła quello di honor procacciar si potesse, che con grandissime fatiche e lunghe esperienze essi di acquistar si ingegnarono. Perciò che solo a’ pratici e giudiciosi nell'arte, leggendo di pienamente raccoglierne il frutto, lecito saria stato ; ma più tosto ho sempre creduto che doppo il ritrovar dell'artiglieria, nuovo magisterio nel fortificar le cittadi, e non quel solo che [p. 002V] dagli antichi si usava richiedendosi, non è ad alcuno valoroso capitano così facilmente accaduto in poco spatio d'anni l'haver di molte conclusioni senza aiuto dell'opinioni degli huomini de’ passati tempi raccogliere potuto, però che ciascuna regola, da sé per suo natural fondamento, molte, et non sonnolenti esperientie ricerca, et s’alcuno ha lungamente la militia essercitata e in essa talmente vissuto che sopra diverse pruove habbia potuto come sopra fermissime basi numero di conclusioni fondare, che a’ pochi ciò puote essere avenuto, per aventura questi pochi o diffidatisi del poterle esprimere, o come quelli che alla sola essercitatione della militia e non alla dottrina attendeano, tal cosa sprezzando, se ne sono tacitamente passati e tanto più facilmente che non ne essendo alcun notabile e vero principio da altri fin'hora, ch'io sappia, dimostrato a chi in tal materia dar regole e modi intendea, si facea la via men facile, anzi maggiormente essa difficultà per le varie arti che in simile essercitio di necessità concorrono, si aumentavа, delle quali non così facilmente ciascun soldato, per valoroso e grave ch'egli [p. 003R] si sia capace si ritruova. Ora avenga ch'io non mi presuma essere in fatto quel veterano e espertissmo di guerre suggetto, che a ciò fare bastante saria, né meno mi reputi pienamente havere quelle arti apprese, che a così fatto negocio necessarie sono, nondimeno desideroso in cosa nobile e grande insieme a’ molti porgendo utilità, far'anco servitù al gran nome e allo incomparabile valore di Vostra Serenissima Maestà, giudicando che tal dono sarà più per quello che esser dovria che per quello che da me riuscir possa, molto alla generosità del virile e regio suo animo conforme e grato ; non mi sono potuto ritirare da porvi le mani, fidandomi di tanto che se ben'io non havrò a tal'artificio dato perfettione, almeno a’ più nobili e intendenti spiriti, come che nella sua honoratissima corte molti esserne istimar mi convenga, sarò occasione che da questo mio principio invitati, e forse dal desiderio che perciò ne vederanno ne’ cuori dei magnanimi e giustissimi Re acceso, compimento daranno e miglior forma a quello ch'io non havessi o saputo o potuto sì apertamente e con facilità esprimere e in cosa così fruttuosa e [p. 003V] difficile mai crederò poterne biasimo riportare, havendo havuto ardire di principiarla poscia che'l principio, la metà del fatto vien riputato, e che all'inventioni si giudichi poi facil cosa lo accrescere. Resta solo, Sacra Maestà, che sì come io humilmente con questo lieve dono me stesso ancora affettuosamente alla sua grandezza in perpetuo dedico, così ella signorile e regiamente, conforme alla sua solita magnanimità non sprezzi di l'uno e l'altro per la loro picciolezza liberamente accettare, ma all'uno e all'altro col solo lieto sguardo benignamente dar vita s'inchini ; cui il sommo Re de' Re fausto e felicissimo imperio per molti secoli con larga mano continovare non cessi e aumentare, e a me donar tale spirito che abbracciando questo l'alto valor suo, io altre militari materie in discorsi, come sommamente desidero, tosto e facilmente le possa ridurre.

D. V. S. M.
Humilissimo servitore.
Giovan Battista de’ Zanchi, da Pesaro.

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Références ouvrage

Giovanni Battista Zanchi, Del modo di fortificar le città trattato di m. Giovambattista de' Zanchi, da Pesaro, Venezia, per Plinio Pietrasanta, 1554.

USTC n° 864153
EDIT16 n° 34709

Exemplaire reproduit : Madrid, Universidad Complutense, BH FLL 9733

Notices biographiques

Giovanni Battista Zanchi (auteur, dédicateur) VIAF n° 52042625
Notice Wikipedia
(Pesaro, 1515 – 1586)

Maximilien II de Habsbourg (dédicataire) DS (2010)
(Vienna, 31 luglio 1527 – Ratisbona, 12 ottobre 1576) Imperatore del Sacro romano impero : succedette a Ferdinando I d’Asburgo nel 1564 (dopo essere stato eletto re in Germania e Boemia nel 1562 e d’Ungheria nel 1563).