












Tutte le regole e precetti, illustrissimo Signor mio, come benissimo so esservi manifesto, furono ritrovate dagli uomini mediante la pratica e esperienza delle cose. Et essendo che dai più giudiciosi e intendenti, particolarmente nell’arte del disegno, molt’opere antiche et moderne da essi state sono approvate di singolare eccellenza e perfezzione, sì come di quelle di Michelagnolo Buonarroti è intervenuto, che fra l’altre senza alcuna contradizione, per universale consenso di ciascuno, di maravigliosa bellezza e artifizio sono state giudicate; questo havendo io meco medesimo più volte considerato, mi dette molt’anni sono occasione di pormi con ardente desiderio a specolare e investigare intorno a tal opere, come e in qual guisa alla perfezione di tal operare, con qualche particolar regola e precetto, pervenire si potesse. Laonde havendo io [p. 001V] con quella diligenza e studio che per me s’è potuto maggiore usare, le dette cose minutamente osservate, e quelle ordinatamente descritte, giudicai effetto di candido animo il mio dover essere reputato, se quello studio che io con lunga e continova fatica ho conseguito per farne a me stesso regola, proccurassi che ad altrui con breve facilità giovamento e diletto porgere potesse. Conciosiacosa che, per voler conseguire questo mio intendimento, non pure m’è convenuto fare lunghissima osservazione e studio dintorno a molt’opere eccellentissime, antiche e moderne, oltr’all’avere più di ottanta tre corpi umani anotomizzato (non connumerando quegli che da altri in diverse parti ho veduti tagliare); ma ancora necessariamente m’è convenuto proccurare d’havere non mediocre notizia d’una parte di lettere che alla contemplazione appartengano, per potere stabilire i fondamenti di quelle cose che in questo primo libro si contengano. Il quale viene a essere una introduzione di tutto il remanente dell’opera, che io mi son deliberato di publicare per l’oneste cagioni raccontate, avvenga che ciascuno vivente è in obligo di proccurare di giovare altrui. Né per altro effetto dagli altri vien da me separato, che per lo desiderio [p. 002R] che io ho d’udire intorno a ciò il parere di quegli uomini solamente che il mondo approva con chiaro grido per giudiciosi e intendenti, e se essi tengono che questa mia fatica sia per arrecare giovamento e diletto ai professori di tal arte del disegno: la quale da voi, Principe invittissimo, insieme con tant’altre per la onorata protezione che di essa tenete, nel vostro fortunatissimo e felicissimo stato cotanto fiorisce e prende augumento. Di questo primo libro adunque, qual egli si sia, ho voluto, com’arra di tutto il rimanente, farvene umilissimo dono, non perché io mi faccia a credere di darvi molto, o pure presuma d’accrescere chiarezza al vostro molto splendore; ma con solo proponimento che ciò sia interamente di mio obligo, e che questo debitamente di fare mi si convenisse, et in oltre perché mediante questi miei scritti (se voi per mia singolar ventura mai di leggergli vi degnaste) possiate conoscere se i precetti che sopra la detta scultura mostro d’avere osservati, saranno nelle mie statue in qualche parte adempiuti. Degnatevi adunque di gradire quant’io con ogni reverenza umilmente vi porgo, come cosa che vi vien data da servidore affezionatissimo e perpetuo, o più tosto come cosa che [p. 002V] vostra è certamente; essendo che dall’infinito vostro valore interamente procede e nasce quanti frutti uscir si veggiono da tanti ingegni che in diverse professioni, mercé sola del vostro favore e sotto ’l vostro auspicio, si vanno esercitando, come di presente a me è intervenuto. Di Fiorenza, a dì XXI d’Aprile MDLXVII.
Vincenzo Danti, Il primo libro del trattato delle perfette proporzioni di tutte le cose che imitare, e ritrarre si possano con l'arte del disegno di Vincenzio Danti, Firenze, Lorenzo Torrentino, 1567.
Exemplaire reproduit : Roma, Biblioteca Hertziana, KatP-CIC 5370-317/1-2 micro
Vincenzo
Danti
(auteur, dédicateur)
DBI (1986)
Cosimo I de'
Medici
(dédicataire)
DBI (1984)
Barocchi, Paola (éd. ), Trattati d'arte del Cinquecento fra manierismo e controriforma, Bari, Laterza, vol. I, p. 207-269.
Casavola, Alessandro Fiorentino, “Novità e tradizione nella teoria artistica fiorentina: il "Discorso" di Francesco Bocchi e il "Primo libro del Trattato delle perfette proporzioni" di Vincenzo Danti”, in Storia dell'arte, 2014, p. 163-174.
Fidanza, Giovan Battista, Vincenzo Danti : 1530 – 1576, Firenze, Olschki 1996.