












È COMMUNE opinione, tutto quello ch’è prodotto dalla natura esser creato ad uso et beneficio dell’huomo. La onde discorrendo io quale et quanto sia l’emolumento et utilità che la necessaria agricoltura ne concede come quella che ci veste e notrisce, nella quale io invaghito et ardentissimamente inamorato, et leggendo i dotti et dilettevoli discorsi di molti et antichi [p. 001V] et moderni autori, havendo medesimamente a memoria qualche prospero et felice successo d’esperientia per me fatta, deliberai invigilargli per qualche giorno et mese, facendo un epilogo et sommario di quello che più necessario fusse in quest’arte per servirmene ne’ miei bisogni. Il che inteso da alquanti miei amici, fui pregato (per beneficio universale) darlo alla stampa, et volgarmente. Questa mi parea difficile impresa, conciosia che tra me stesso discorresse l’importanza di quest’arte et bilanciasse la debolezza del mio intelletto et la poca pratica della lingua volgare. Nondimeno per non [p. 002R] essere giudicato malcreato et poco cortese a chi poteva pregando commandarmi, deliberai sodisfargli. Et perché queste mie vigilie hanno bisogno d’un gran fautore, per lo gran numero di malivoli et invidi dell’altrui bene, ho eletto voi signor clarissimo, et non mai da me abastanza lodato padrone, per mio idolo et lume: acciò col vostro valore et autorità l’opera mia sia inalzata et difesa da venenosi morsi di costoro. Qui sarebbe ufficio mio di discorrere le belle doti dell’animo di Vostra Signoria Clarissima, la magnificenza et illustrezza della sua nobilissima famiglia, le notabili et heroiche [p. 002V] imprese di principi suoi avoli. Ma perché, né con la mente posso discorrere, né con la lingua esprimere, meglio sarà il tacere che il ragionarne poco. Mi resta dunque pregar et supplicar Vostra Signoria Clarissima che in testimonio dell’affettione et riverentia che le porto, la si degni accettar questa mia mal composta operetta, con lieta et serena fronte, che più grato favore et più signalato dono a questi tempi da lei desiderar non posso. Alla cui buona gratia riverentemente mi raccomando, et dono.
Di Vostra Signoria Clarissima devotissimo Servitore
Africo Clemente.
Clemente Africo, Trattato dell'agricoltura. di m. Africo Clemente padovano, nel quale si contiene il uero, & utilissimo modo di coltiuare le cose di villa. Accomodato all'uso de nostri tempi, & serue ad ogni paese, & particolarmente à queste nostre parti. Con la tauola di tutte le cose notabili, per ordine d'alfabeto, Venezia, Africo Clemente, 1572.
Exemplaire reproduit : München, Bayerische Staats Bibliothek, Oecon. 420
Africo Clementi
(auteur, dédicateur)
DBI (1982)
Federico Contarini
(dédicataire)
DBI (1983)