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Pietro Crescentio tradotto novamente nel quale si trattano le cose della villa con le figure delle herbe poste nel fine. Con un vocabolario delle voci difficili che sono in questa opera, & con i disegni de gli stromenti co quali si cultiua & si lavora la terra
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ALLO ILLUSTRISSIMO ET ECCELLENTISSIMO SIGNORE IL S. GUIDOBALDO II DUCA D’URBINO QUARTO. FRANCESCO SANSOVINO.

L’AGRICULTURA, Eccellentissimo Signore, oltra ch’ella fu tenuta da’ nostri maggiori in tanta stima che volendosi, come dice Catone, dimostrar con quattro parole uno huomo di conto, bastava dire in quei [p. 001V] tempi egli è da bene et buono agricultore, scrivono ancho i savi del mondo ch’ella è uno de’ membri principali della republica universale degli huomini civili, dandole per compagnia la militia. Et stimano farsi util et honorevol impresa per coloro i quali desiderando fra questi travagli mondani, tranquilla et riposata vita, si danno con tutte le forze loro al cultivamento de’ lor poderi, percioché oltre alla contentezza dell’animo (alla qual non si dee prepor cosa che sia sotto il cielo) si godono quella libertà naturale ch’è lor data da Dio, con manco riguardo che non fanno tra la moltitudine delle persone, et dilungandosi dall’ambitioni, dalle sollecitudini et da gli strepiti delle città, gustano maravigliosamente la vaghezza de’ prati, la amenità de’ colli, la copia degli arbori, [p. 002R] l’abondanza delle biade ondeggianti per i campi, la semplice rozzezza degli huomini di contado, et finalmente l’utile che si trahe da tutte l’altre cose che la benignità della natura ha prodotte per noi. La qual cosa, avegna che per gli intendenti si conosca esser vera, tuttavia non è conceduto a tutti il potersi ridur liberamente da un faticoso stato a un dolce et soave, laonde stimando i prudenti gli anni di coloro beati che senza alcuna noia del mondo s’eleggevano quella via, molti di loro scrissero dell’agricultura, come quegli ch’invitavan altrui a quel piacere ch’essi sentivano. Fra’ quali Pietro Crescentio, illustre et chiaro huomo, non è stato punto inferiore a qualsivoglia scrittore, percioché seguendo gli antichi, e riducendo le cose loro a uso de’ nostri tempi, trattò questa parte [p. 002V] diffusamente et con molta dottrina; ma egli fu in ciò malaventurato, percioché essendo ne’ primi anni ch’egli scrisse stato trattato male da qualunque si fosse colui che lo publicasse in volgare, è trascorso fino a’ dì nostri quasi sepulto nelle tenebre; ma poi ch’è piaciuto a Dio ch’io lo habbia di nuovo ricondotto alla luce, ho voluto ancho provedergli di valorosissimo et giudiciosissimo protettore et padrone, perché rivolgendomi all’ Eccellenza Vostra, come a nobilissimo tra tutti gli altri Principi, mi cadde in animo di porgerle queste mie fatiche, non perch’io non sappia che voi Signore Illustrissimo havete piena cognitione delle cose grece et latine, ma perch’io son certo che voi amate non solamente le scritture, ma gli scrittori anchora di questa bellissima et honoratissima lingua, nella [p. 003R] quale, avegna ch’io vaglia poco, pure, confidandomi nella humanità sua, ho speranza che mi sarà conceduto da lei quel favore ch’ella suol fare a coloro che meritano, per gratia del suo profondo et saldo giudicio. Che s’io riguardo bene alle honoratissime parti della Vostra Eccellenza, per le quali Ella è celebrata da tutti i savi, non solamente come giusto et temperato, ma come prudente et forte, et come padre amorevole et protettor de’ suoi felici popoli, son più che certo, assicurandomi in questo le lingue di tutti i buoni, ch’Ella piena di cortesia, non harà discaro quell’affetto sincero che mi muove a honorar questo mio libro col suo nome illustre, conciosia che essendo proprio della sua famiglia, et massimamente di sua particolar usanza il sostener le virtù, chi può pensare [p. 003V] ch’Ella non le riguardi con occhio amorevole, poi ch’esse riconoscono l’antico lor ricetto in coteste contrade, et in cotesta casa, nella qual elle furono, sono, et saranno sempre da’ suoi discendenti aiutate et honorate? Certo che io mi affaticherei di soverchio s’io volessi mostrar altrui quel che è più chiaro ch’il sole, percioché ogniun sa ch’essendo Voi nato di padre grandissimo, siete per apparecchiar nell’occasioni, materie agli scrittori, ond’essi possano a gloria del Vostro nome tessere eterna memoria delle Vostre opere illustri. Et sa parimente il mondo che non facendo voi ingiuria a nessuno, et honorando gli huomini buoni, et amministrando ugualmente giustitia senza rispetto, adempiete l’officio del vero principe come si richiede non solamente all’antichissima riputatione che ha tra [p. 004R] tutti gli altri Principi la preminenza della Vostra stirpe, ma alla compiuta bellezza dell’animo Vostro, col quale indirizzando ordinatamente et con fermo consiglio i vostri pensieri a gloria di Dio, et a utile et prò del Vostro Stato, et acquistandovi con maniera più che reale le volontà di chi la conosce, vi fate ancho reverendo alle nationi più lontane et rimote. Ma accioché egli non paia ch’io stimi d’esser buono a raccorre in poche parole le lodi infinite che si convengono alla Vostra Eccellenza (la qual per natura si diletta più tosto dell’operationi) la prego che ella attenda all’affetto della mia volontà, percioché a me parrà di riportar copioso frutto se, nel consagrar questa fatica al suo nome, harò sodisfatto almeno in parte a quel debito al quale il suo raro valore haveva obligato et [p. 004V] astretta la mia servitù, mentre che io la sentiva da ogniuno cotanto predicare. Et nostro Signore Iddio le conceda lunghissima et tranquilla vita a beneficio de’ suoi amici et de’ suoi servidori.

Di Venetia alli XXIX. di Novembre. M D LX.
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Références ouvrage

Pietro De Crescenzi, Pietro Crescentio tradotto novamente nel quale si trattano le cose della villa con le figure delle herbe poste nel fine. Con un vocabolario delle voci difficili che sono in questa opera, & con i disegni de gli stromenti co quali si cultiua & si lavora la terra, Venezia, Francesco I Rampazetto, 1564.

USTC n° 824580
EDIT16 n° 13743

Exemplaire reproduit : Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, 12. 30.I.11

Notices biographiques

Pietro de' Crescenzi (auteur) DBI (1984)

Francesco Sansovino (dédicateur) DBI (2019)

Guidobaldo II Della Rovere duc d'Urbin (dédicataire) DBI (2004)

Francesco Rampazetto (imprimeur) DBI (2016)

Autres personnalités citées

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