












DA poi che io ho inteso et intendo continovamente non pur dagli amici di Vostra M. che sono in questa Città, ma da forestieri ancora, et in particolare da popoli d’Italia qual sia il nobile diportamento di Vostra M. nel suo Reggimento di Capo d’Istria; non ho potuto resistere a [p. 001V] quella occulta forza dell’affettione ch’io porto a Vostra Signoria si ch’io non faccia di nuovo la presente dimostratione in questo suo Magistrato, col medesimo affetto ch’io feci allora ch’ella fu Podestà et Capitano di Feltre, et col medesimo fatto, sì perché io voglio (mentre mi durerà la vita) ch’a lungo andare (s’io potrò) resti memoria nelle cose mie delle degnità alle quali di mano in mano Vostra M. è per salire nel lungo corso de’ suoi felici anni, et sì perchè non essendo i primi moti dell’animo nostro in poter de gli huomini, mi sono lasciato portar piutosto dalla volontà d’essere a questo modo conosciuto da lei per suo amorevolissimo servidore, che perché a me paresse in effetto di haver sodisfatto a quel desiderio ch’io ho d’acquistar la sua gratia. La qual cosa tanto meno ha da esser discara alla Vostra M. quanto ella può col mio essempio comprendere, qual sia la sua affabile et cortese maniera nel costrignere altrui a reverirla. Et nel vero che così dolce forza non procede se non da quelle virtù che sono nel suo bell’animo, le quali ella scuopre tuttavia con diverse operationi in diverse sue degnità. Perché se si considera con saldo giuditio a che effetto la Maestà di Dio conceda alla M. Vostra con sì larga mano, cotante sue gratie, vedremo che ciò sarà per due fini. L’uno accioch’ella secondo il corso de gli anni suoi, governando [p. 002R] e amministrando questa mirabile machina di questa Republica eterna, giunga a suo tempo a quei gradi supremi di honore et di gloria a quali la M. Vostra in così giovane età si fa scala col suo valore. L’altro accioché quelle singolari parti che sono proprie del suo maraviglioso intelletto apportino giovamento al publico et al privato, a pro di questo Santissimo Dominio, et in honor della sua Illustre et honorata famiglia. Di qui è ch’ella fu Savio de gli Ordini, perché secondo l’ocasioni di quel Magistrato, s’essercitasse per lei quella eloquenza la qual con stupore del Senato ha fatto sperare che havendo Vostra M. lingua et concetti così eccellenti, harà cuore ne’ tempi prosperi et avversi da provedere, quando che sia, a danni o a gli aiuti che corrono alla giornata a conservation di questo Gran corpo. Di qui è che’lla fu per questa Serenissima Republica Sindico nella Dalmatia, perché ricorrendo quei popoli all’aiuto della sua giustitia, destassero in lei quella virtù che la fece risplendere in quella parte et in questa con somma sua lode. Di qui è ch’ella fece il Reggimento di Feltre città chiara, et che hora si trova in quello di Capo d’Istria, perché havendo con la giustitia sodistatto i Popoli di Levante et con l’eloquenza la sua Patria, hora dimostri per quest’altra strada qual sia la sua modestia et benignità nel reggere et governare i sudditi [p. 002V] obedienti et fedeli, et qual sia la grandezza del l’arte sua nobile, con la quale ella sa aprire i cuori altrui e collocarvi dentro le imagini delle sue maravigliose virtù. Queste et così fatte altre cose passate, considerando io meco medesimo, et molte altre prevedendo nel futuro per quel discorso ch’io ho, come poteva io tacere? come poteva io più oltre celar la mia voglia di dimostrar l’animo mio? Ella adunque non incolpi la mia presuntione, ma perdoni all’affetto che infiamma a honorare, non lei ch’è degnissimo di honore più sublime, ma questa mia presente fatica col suo nome honorato. Et creda nel vero che sì come io mi muovo a ciò fare con pura intentione, perché resti memoria della servitù mia con la M. Vostra, così bramo ch’ella sappia che la mia operatione procede da parte sincera et piena d’amore, al quale havendo ella riguardo, potrà, misurando con la grandezza dell’animo suo la debilezza del mio poco potere, ricompensar con la sua benignità l’accesa mia voglia; col farmi degno di pormi nel numero de’ suoi più intrinsici servidori.
Di Venetia il di 10 di Settembre 1568.
Francesco Sansovino, Del secretario overo formulario di lettere missive et responiue di m. Francesco Sansouino libri quattro. Ne quali si mostra'l modo di scriver lettere acconciamente, et con arte. Con gli epitheti che si danno nelle mansioni ad ogni qualità di persone. Et varie lettere di sign. in diversi tempi, et in più occasioni scritte. Di nuovo ristampati, & corretti, Venezia, Francesco Sansovino, 1569.
Exemplaire reproduit : München, Bayerische Staatsbibliotek, Epist. 786
Francesco Sansovino
(auteur, dédicateur)
DBI (2019)
Ottaviano Valeri (dédicataire) Podestà de Capodistria