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Due dialogi di M. Giovanni Andrea Gilio da Fabriano
[p. 001R]

ALL’ILLUSTRISSIMO E REVERENDISSIMO MONSIGNOR IL CARDINAL FARNESE

Essendo stata in ogni tempo, Monsignore illustrissimo, la pittura onorata e pregiata quasi da tutte le nazioni del mondo, come l’opere istesse e gli onorati scrittori in più luoghi fede ne fanno. Et ora ritrovandosi ripiena di abusi e d’errori, m’è paruto ch’haggia bisogno d’essere riveduta e ripurgata, per renderla a la sua vera forma circa la verità dei soggetti che si pingono, come il gran Michelagnolo Buonaroti, Raffaello da Urbino et altri eccellenti ingegni l’hanno a la vera imagine dell’arte restituita, che già per la malignità de tempi et ignoranza di pittori perduta aveva. Conciò fusse che questa nobilissima arte per molti anni e secoli di mano di nobili e dotti uomini uscita si vedesse, che rendere a tutte le figure in ogni caso sapevano il proprio e convenevole decoro; et ora trovandosi redotta in mano di molti, che per la maggior parte ignoranti sono, per la qual cosa questa differenza [p. 001V] far non sanno, né avere quella avertenza che in ciò si deve, mi disposi darne loro un cenno, per dimostrare la diligenza che si deve ne le sacre pitture, ne le istorie mondane e ne le poetiche finzioni. Perché quasi tutti confidano nel detto d’Orazio che al pittore et al poeta ogni cosa lecita sia: per mostrar loro quanto innanzi questa licenza stender si deggia, ho fatto questo discorso acciò chi più di me ne sa abbia per l’innanzi campo da currerci per ogni verso. E più maravigliato mi sono, che questa bella et eccellente arte non abbia né libro né regola, che dia a’ pittori il modo e l’ordine di quanto in ogni maniera di figure a fare habbino. Perché dunque a la scapestrata la maggior parte se ne vanno, ne l’istorie infiniti errori commettono, come chiaramente in tutta Italia e più in Roma veder si può. Onde mi pare ch’oggi i moderni pittori, quando a fare hanno qualche opera, il primo loro intento è di torcere a le loro figure il capo, le braccia o le gambe, acciò si dica che sono sforzate, e quei sforzi a le volte sono tali che meglio sarebbe che non fussero, et al soggetto de l’istoria che far pensano poco o nulla attendono. Però non per insegnare ma per ragionare, non per correggere ma per mostrare, non per tassare ma per avertire ho data fuora questa mia fatica, et a Vostra Signoria illustrissima la dedico, acciò con quel rettissimo giudizio, che la fa riguardevole e degna d’onore e di riverenza appo tutti gli uomini, la possa giudicare e correggere. E quando averrà che vada in Capella, potrà considerare tanto il Giudizio e la volta, quanto l’altre figure, se l’osservanza de la verità historica vi si trova. E con questa anco accetti il pronto animo c’ho di servirla, e resti sana e felice.

D. V. S. reverendissima et illustrissima
Umil servitore
Giovann’Andrea Gilio

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Références ouvrage

Giovanni Andrea Gilio, Due dialogi di M. Giovanni Andrea Gilio da Fabriano, Camerino, Antonio Gioioso, 1564.

USTC n° 832804
EDIT16 n° 20982

Exemplaire reproduit : Roma, Biblioteca universitaria Alessandrina, B f.55 f2

Notices biographiques

Giovanni Andrea Gilio (auteur, dédicateur) DBI (2000)

Alessandro Farnese Cardinal (dédicataire) DBI (1995)

Autres personnalités citées

Michelangelo Buonarroti

Raffaello Sanzio

Horace

Bibliographie

Gilio, Giovanni Andrea, Dialogue on the errors and abuses of painters, edited by Michael Bury, Lucinda Byatt, and Carol M. Richardson ; translated by Michael Bury and Lucinda Byatt. - Los Angeles Getty Research Institute, 2018.

Gilio, Giovanni Andrea, Due dialogi, ed. Paola Barocchi, Firenze S.P.E.S. 1986.

Barocchi, Paola (ed.), Trattati d'arte del Cinquecento fra manierismo e controriforma, Bari, Laterza, 1961, vol. 2, p. 3-115.

Luzietti, Marilena, “Dare corpo all'incorporeo : i ripensamenti di Giovanni Andrea da Fabriano”, in Kritiké, 2022, p. 25-38.

Maffei, Sonia, “Giovanni Andrea Gilio and the "Dialogo de gli errori et abusi de' pittori" between "licenza" and "sprezzatura"”, in Annali di critica d'arte, 2018, p. 145-159.

Caracciolo, Daniela, “"Si conservi il decoro in tutte le cose" : Giovanni Andrea Gilio tra ideali classicisti e disciplinamento confessionale”, in Annali di critica d'arte, 11, 2015, p. 33-45.