






Non mi incresce punto che non habbiate dato a le stampe le mie lettere così tosto, come io desiderava poiché la grande, la bella e l’utile impresa de l’architettura del Serlio mio compare è 'l tempo tra lo indugio vostro et il voler mio, io l’ho tutta vista e tutta letta, et vi giuro ch’ella è tanto di apparenza, sì ben figurata, sì perfetta di proportione ne le mesure, e sì chiara nei concetti che non ci è dove avanzi il più, né dove manchi il meno. E l’autore che con la modestia del suo procedere, dà lo spirito a le cose, da lui e dissegnate e descritte, non poteva senza scemar a sé grado et a l’opera fama, intitolarla ad altro Signore che a HERCOLE Duca di Ferrara, il quale sì per la prudenza, sì per la richezza, sì per la eccellenza del sito, lusingato dal gran principio de l’avo, dal cominciamento in terra nova, e da la dirittura de le strade larghe, non si potrà tenere di non eseguire con le operationi gli essempi maravigliosi dei componimenti di Sebastiano. Poniam da parte il grandissimo piacer del fabricare, la commodità del habitar bene, l’utilità che a tutto il popolo ne perviene mercè de gli essercitij diversi che ci intervengano et il nome perpetuo che chi fabrica […] a sé, et a la cittade, il Principe che regna solennemente, debbe immitare il fattor del tutto […] potenza, composto il modello con la volontà sua, edificò il Paradiso per gli Angeli et il mondo per le genti, formando quasi arme sua, ne la faccia de la gran machina del cielo, un sole d’oro con infinite stelle, et una luna d’ariento in ampissimo campo di azurro vivace, disteso dal mirabile pennello de la natura. E sì come chi ci nasce, non prima si sente aprir gli occhi dal conoscimento che si stupisce guardando hora il cielo et hora la terra, rendendo gratie a chi fece quello et a chi creò questa, così i discendenti di sua Eccellenza maravigliandosi de la grandezza de gli edifici principiati e finiti da lei, benediranno la providentia generosa del magnanimo predecessor loro, non altrimenti che si benedica l’animo de gli antichi scolpito nei teatri e ne gli amphitheatri, chi vede la superbia de le ruine di Roma, la maraviglia, de le quali testimoniano che furno le habitationi de i dominatori de lo universo. E non so se si desse fede a quanto ne gridano le carte non comparendo la terribilità del magistero che ancor si discerne ne le reliquie de le colonne, de le statue et de i marmi, abattuti dal tempo. E per ciò l’altezza ducale scemarebbe la dignità del suo titolo non pigliando con larga mano le necessarie fatiche del Bolognese, huomo non men dotto ne la religione e ne la bontà de la vita, che ne le espositioni di Vittruvio et ne le cognitioni de le bellezze antique.
Di Venetia il X. di Settembre. M. D. XXXVII.Sebastiano Serlio, Regole generali di architetura sopra le cinque maniere degli edifici cioè thoscano, dorico, ionico, corinthio et composito, con gli essempi dell'antiquita che per la magior parte concordano con la dottrina di Vitruvio, Venezia, Francesco Marcolini, 1537.
Exemplaire reproduit : Madrid, Universidad Complutense
Sebastiano Serlio
(auteur)
DBI (2018)
Pietro Aretino
(dédicateur)
DBI (1962)
Enciclopedia
Francesco Marcolini
(dédicataire)
EI (1934)