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Tre quesiti in dialogo sopra il fare batterie, fortificare una città, et ordinare battaglie quadrate, con una disputa di precedenza tra l'arme & le lettere
[p. 001R]

ALL’ILLUSTRISSIMO ET ECCELLENTISSIMO SIGNORE IL DUCA DI FIRENZE ET DI SIENA, Primo fondatore & gran maestro della religione de cavallieri di S. Stefano, padron mio osservandissimo.

Poiché tutte le cose create dalla natura sono sforzate di tornare nel fine al suo creatore, & di finire là onde il principio suo è derivato, non ho voluto restare anch’io di dirizzare a vostra Eccellenza i tre Quesiti che fatti mi furono da un signore costì nella sua corte sopra Il fare una batteria, Fortificare una città & Ordinare una battaglia quadrata, essendo honesto, che tornino dove è nato il loro principio. Et tanto maggiormente ciò ho fatto volontieri, quanto che tal dedicatione mi servirà a tre cose principali: la prima, che raccorderà a V. E. la devotion mia verso di lei, laquale non essendo lingua di mortale atta ad esprimere quale & quanta sia, la tacerò, mosso dalla cognitione del sopremo [p. 001V] valore & infiniti meriti di vostra Eccellenza illustriss.; la seconda perché, come cortesissima, si degnerà giudicare se io in parte habbia sodisfatto all’obligo mio; la terza per seguire quel pittore che, non havendo fatta la figura di tal perfettione che meritasse dalle genti esser mirata, la dipinse coperta d’un vago, ricco & sottilissimo velo, che di facile trahea l’occhio delle genti a sé. Onde io, havendogli dirizzati a V. E., so che la riverenza & osservanza che a lei si deve farà i quesiti a tutti accettabili & cari, non sapendo io sotto qual velo più risplendente & degno gli potesse giamai coprire. Però, come con l’affetto del cuor mio le ho sempre mostrato il desiderio che ho di servirla, così la priego quanto più so & posso, & con quella riverenza che per me si deve maggiore, ad aprirmi strada, che con l’effetto possa essequire così honesto & giusto desiderio; con che priego il clementissimo redentore lo conservi & essalti, con gl’illustrissimi & eccellentissimi suoi figliuoli, a quanto lo chiama la sua bontà & giustitia.

Di Bologna il di 9. di Marzo 1567.

Di V. S. Illustriss. & Eccell.
Humiliss. servitore
Domenico Mora.

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Références ouvrage

Domenico Mora, Tre quesiti in dialogo sopra il fare batterie, fortificare una città, et ordinare battaglie quadrate, con una disputa di precedenza tra l'arme & le lettere, Venetia, per Giovanni Varisco & compagni, 1567.

USTC n° 843401
EDIT16 n° 40831

Exemplaire reproduit : Roma, Bibliotheca Angelica, F.ANT B.6 29/3

Notices biographiques

Domenico Mora (auteur, dédicateur) DBI (2012)
(Bologne, 1536- après 1600)

Cosimo de Medici Duc de Florence (dédicataire) DBI (1984)