












Creati gli Angeli e i cieli, formati l'Huomo e il Mondo, (Illustrissmo Signore) e peccato questo e quegli, nacque subito tal’invidia negli Spiriti impuri verso i mortali, e verso tutte le cose che per l'humano servitio creò Iddio, che all'hora che l'anima nell'huomo s’infonde ; si fabrica città, e pianta, o fonte nasce, non che animale ; eglino procurano metter un soprastante della proterva turba che continua et eternamente attenda [p. 001V] alla total rovina della cosa creata. Però, vedendo il lor Creatore la potenza degli uni e la fragilità degli altri, elesse e diede al presidio de' men potenti un Angelo difensor custode, che alle invidiose malitie del nemico s'opponesse. Fu questo dagli antichi, Genio buono e l'altro Orcho o rio Spirito chiamato. Ma qual di loro fusse il demonio platonico, non è sì facil impresa da pigliar e far giuditio. Gli Hebrei, non altrimente l'anima nostra, tra l’uno e l'altro Spirito, sotto la Nessamach (quella che Platone e Trismegisto chiaman Mente, Intelletto agente Aristotele, Moisé spiracolo di vita, David et Pythagora lume, e Agostino superior Portione) intendono loro l'anima, ove non può cader peccato, la quale altro non è che lo spirito, che diffende l'anima rationale che è la Ruach. Per il contrario, Nefes, quella che l'offende et provoca a' vitij, è l'Orcho, o spirito maligno, il quale fin’ al Sepolcro accompagna, e ivi lacera, già che non può l'anima, il corpo ; però dice la Scrittura, chiamando questo Demonio Zazel : magnerai la terra sopra che tu sei. Alle città, sì come a’ cieli l'intelligenze, fu dato ancora il suo Angelo, che quelle custodisse e governasse : comprendesi ciò dalla visione del Profeta che guardava la pugna tra l'Angelo de’ Persi e l'Angelo de’ Greci : intendiam noi questa pugna, che ciascun di loro pregava a gara Iddio per la conservatione della provincia e città, che egli in cura haveva. Gli Heroi e Semidei che sotto ombra, tra sacri boschi et limpide fontane, agli antichi apparevano, chi [p. 002R] non considera esser i Numi che quelle vegetavano e nutrivano, e dall’insidie dell’Orcho riparavano ? Laonde coloro che vogliono tra’ pericolosissimi rischi del mare, in che i pessimi Spiriti aerei hanno potestà di formar le tempeste, mandar nave o galea (è l'una e l'altra città mobili o che naviga) la danno prima sotto il patrocinio e titolo di qualche propitio nume e Santo che hanno in divotione, acciò la conduca e guidi in alto mare a salvamento, e poscia al sicuro porto vittoriosa riduca. Hor'havendo noi (non dell'altrui gloria invidiosi, ma di giovar quei che tra l'onde e arme, come noi tribulando vanno bramosi e per dar ne' futuri secoli all'inanimato corpo e di poco nome, se ciò possibil fia, eterna vita) la Nautica Mediterranea et Institutioni Militari fabricato, e hora di nuovo, non più dal ben de’ compagni, ma d'ardente desiderio di servir magnanimo Signor vinti e commossi, al presente Istrumento, e inaudito uso di quello, tutto il genio applicato ; e havendo il cielo, conforme al desiderio, il voto adempito, pur che alla grandezza dell'animo vostro, nobilissimo sangue e generose virtù ; piccolissimo dono, humil e reverentemente hor da noi si vi sacra, offerisce e dedica, acciò nel Tempio della eternità vostra, ornato (in caparra d'altri inauditi, che il ciel vi promette) di barbare spoglie e trofei di pirate, tra mille ricchi voti, quasi humil tabella a’ posteri appeso resti. E’ dunque egli un'altra nova Minerva, la cui penna e spada, in un sol pugnale raccolta, l'arte militare e scienza di guerra sotto mirabil modo rappresenta e dimostra. E perché egli [p. 002V] in varii modi e diversi istromenti, nel vago esercitio si muta e trasforma, non indegnamente Protheo Militare, ci parse chiamarlo : la cui forza e arte, sì dal vostro divino ingegno provate verranno, allhor' le nuove e infinite forme che egli nello steccato di Marte piglia e riveste, del suo valore vi daran chiaro inditio : e al fin delle delitie matematiche, che sì leggiadramente in voi s'annidano, copioso il vedrete. Piacciavi dunque Magnanimo Signore, sotto il nome di vostro accettarlo, e come vostro, voi che siete il suo nume, difenderlo acciò dagli avidi morsi d'Orcho invidioso lacerato non sia ; e s’alla grandezza vostra il merito del dono non arriva, la devotione del core alla imperfettione di quello siam certi, che supplica.
Bartolomeo Crescenzio, Proteo militare di Bartolomeo Romano diviso in tre libri. Nel primo si descrive la fabrica di detto Proteo, et in esso nuovo istrumento, tutti gli altri istrumenti, di matematica che imaginar si possano. Nel secondo, e terzo si tratta dell'uso di detto istrumento, nelquale si formano tutte le figure di geometria, e diversi istrumenti di prospettiua, pittura, scoltura, & architettura. S'insegna ancora l'arte del navigare, e quella del guerreggiare con nuovo, e facilissimo modo, come più distintamente nella tavola si potrà vedere, Naples, Giovanni Giacomo Carlino e Antonio Pace, 1595.
Exemplaire reproduit : EDIT16 n° CNCD000443
Bartolomeo
Crescenzio
(auteur, dédicateur)
DBI (1984)
Mathématicien, ingénieur naval, officier de la marine pontificale.
Emilio
Pucci
(dédicataire)
DBI (2016)
Chevalier de Malte, général des galères pontificales à la fin du XVIe siècle.