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Del flusso, & reflusso del mare, & dell’inondazione del Nilo
[p. 001R]

ALLA SERENISSIMA DONNA GIOVANNA D'AUSTRIA Reina nata, et Gran Duchessa di Toscana, Girolamo Borro. D. S.

QUANDO ammendue le mie figliuole, ad un medesimo parto nate, si furo condotte a quella età, in cui l’altre simili a loro sogliono dar principio all’imparare, io in una nave ben fornita di quanto bisognava per la comoda vita humana, in compagnia di donne, et d’huomini, per gli anni, et per gli costumi, et per le scienze venerandi molto, et con assai gran numero di buoni libri, le mandai a solcare il mare accioché in un tempo medesimo [p. 001V] elle vedessero, et leggessero, et udissino tutto quello che del suo ordinatissimo flusso, et reflusso era loro possibile di vedere, et di leggere, et di udire. Havessero anche notitia dell’inondatione del Nilo et degli altri fiumi che come il Nilo inondano. Però entrate nello Egitto si condussero alle colonne di Mercurio Trismegisto, nelle quali, con lettere hieroglifice, erano scritti i primi principij della filosofia, che alle mie figliuole furo dichiarati dalli Bragmani, huomini scientiati. Dalli medesimi furo guidate lungo al Nilo, per lo Egitto inferiore, et superiore, et per la Etiopia, et infino sopra gli altissimi monti della Luna alle prime fontane del Nilo, onde a pieno conobbero le cause dell’inondatione non solamente del Nilo, ma anche del Nero : fiumi, che dalle medesime fontane nascono. Di ciò non contente piegarono il camino in verso l’Indie, et con navi a ciò [p. 002R] apparecchiate trapassarono il grandissimo fiume Gange, et si condussero alli Ginnosofisti, huomini dotti in quella provincia, et dallo iarca loro, il quale dopo I’essersi cavato la sete nella fonte di Tantalo saliva sopra una cathedra di fin’oro, et sedendo scopriva i nascosti segreti della Natura, fu insegnata loro la cagione dell’inondatione del Tigri, et dell’Eufrate, et del Gange, alli quali, con l’autorità d'Arriano scrittor gravissimo fu aggiunto l’Indo nel cui largo grembio si raccolgono diciannove altri fiumi i quali perdono il nome proprio, et il danno all’Indo, et il riempiono di tanta gran copia d’acque, che egli dopo il grandissimo Gange tutti gli altri fiumi avanza di grandezza et come gli altri inonda. Udirono anche disputare del movimento di molti altri fiumi, et paludi, et laghi, et stagni, et pozzi, et fontane, che o nel medesimo modo, o in altra maniera si [p. 002V] muovono. Havea io deliberato, che queste mie figliuole pellegrinando si trattenessero tanto, che si conducessero alla matura età, et alla perfetta dottrina, quando non so come Vostra Altezza Serenissima hautone notitia, mi comandò che io le richiamassi per servirsi di loro. Io, che non posso, et non debbo, et non voglio negarle cosa veruna a me possibile, con mie lettere le feci tornare. Dopo le dovute accoglienze, dissi loro esser necessario che ammendue venissino alli servigi di Vostra Altezza Serenissima. Ciò con allegrezza ogniuna di loro intese, la maggiore, alquanto più animosa, tacendo l’altra così prese a dire: “La fama immortale infino nelle più estreme parti dell’Indie ha publicamente manifestato che questa Serenissima Reina è nata in una Casa, che in fra gli altri grandissimi principi al mondo ha dato gli imperatori, et ella è scesa d’avi, et di padri, et di fratelli imperatori, et è [p. 003R] consorte di Francesco de’ Medici, molto più per se stesso grande, che per lo titolo, da lui a ragion tenuto, dalla cui serenissima famiglia sono usciti regi, et papi. Habbiamo etiandio udito dire in quelle ultime provincie, et con vive ragioni argomentare, che di questa Serenissima coppia di quelli principi, et regi, et imperatori, et papi, de’ quali altre volte lo hanno riempito. Sono queste grandezze da spaventarci, nondimeno quella medesima fama, che per tutto ha portato quanto havete udito, ha anche manifestato, che gli animi loro veramente divini, perché sono stati creati da Dio, et arricchiti di tutte le virtù, et perfettioni, et gratie possibili a ritrovarsi in terra, sono particolarmente ornati di cortesia, et di benignità, et di dolcezza, et d’amorevolezza tale, che fanno in loro [p. 003V] corona degna d’assai maggior imperio, che non è quello della Toscana, da loro legittimamente posseduto. In tante et così fatte virtù confidante, speriamo essere amorevolmente ricevute. Ammendue adunque vi preghiamo, quanto prima vi par tempo, ci mandiate a questi honorati servigi”. Così detto si tacque, et la minor sorella con poche, et accorte parole confirmò il desiderio della maggiore. Le dono adunque all’Altezza Vostra Serenissima, acciò che ella di loro che non so no più mie a sua volontà si serva. Se il piccol dono le sarà grato, in brieve porgerò cosa assai maggiore. In tanto, come non mi tengo degno d’arrivare alla real mano di Vostra Altezza Serenissima, così humilissimamente mi inchino a basciare la parte più bassa delle sue reali vestimenta, et da Dio le desidero et spero quanto di sopra le è stato augurato dalle mie figliuole.

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Références ouvrage

Girolamo Borro, Del flusso, & reflusso del mare, & dell’inondazione del Nilo, Firenze, Marescotti, 1577.

USTC n° 816440
EDIT16 n° 7173

Exemplaire reproduit : Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, 12. 1.K.12

Notices biographiques

Girolamo Borri (auteur, dédicateur) DBI (1971)

Giovanna d'Austria grande duchesse de Toscane (dédicataire) DBI (2001)

Bibliographie

Simonetta Adorni Braccesi, “Telifilo Filogenio [Girolamo Borro] sopra la perfettione delle donne”: un libro, un editore e il controllo sopra la stampa nella Lucca del Cinquecento, in La fede degli italiani. Per Adriano Prosperi. A cura di Guido Dall’Olio, Adelisa Malena, Pierroberto Scaramella, I, Pisa, edizioni della Normale, 2011, pp. 223-235.