








Poi che del bell’ordine antico dell’honorata militia, illustrissimo et eccellentissimo Signor mio, altro non mi par, che ci sia rimaso di buono, per la moderna diabolica inventione dell’artiglieria, che ’l duello ; et questo qua sì corrotto et guasto, per le calunnie dei cartelli, io mi sono ingegnato in queste mie fatiche per quel poco ingegno, che dalla natura, o da Dio m’è stato conceduto, di porger mano, et aiuto a quella parte, ch’io ho potuto, ciò è di mostrar come l’huomo possa con lo ’ngegno, con l’arte, et co ’l suo valore difendere se stesso così negli steccati, come negl’improvisi assalti dall’armi, che possono havere riparo, et difesa, et offendere con quelle il nemico. Sforzinsi gli altri, a’ quali ciò tocca, di sollevare dal canto loro quell’altra parte, dove quasi a terra caduta veggono, et abbattuta. Emmi paruto convenevole di consacrare all’ornatissimo nome di vostra Eccellenza questa mia opera, perché ‘l mondo conosca, che se i vostri degnissimi avoli furono veri ristoratori delle buone lettere, et dei bei studi, [p. 001V] delle scienze, et delle pregiate lingue ; voi, accompagnando l’armi con le lettere, sete il vero sostegno et delle lettere, et dell’armi. Iddio adempia ogni vostro honesto desiderio.
Di Roma, il 15 di Marzo 1553
D. V. E.
humilissimo servidore
Camillo Agrippa
Camillo Agrippa, Trattato di Scienza d’Arme, con un dialogo di filosofia, Roma, Antonio Blado, 1553.
Exemplaire reproduit : Bibliothèques Virtuelles Humanistes
Camillo Agrippa
(auteur, dédicateur)
DBI (1960)
Cosimo I de' Medici duc de Florence
(dédicataire)
DBI (1984)