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Gli elogi vite brevemente scritte d'huomini illustri di guerra, antichi et moderni, Livre 7
[p. 006R]

PREFATIONE DI MONSIGNOR PAOLO GIOVIO VESCOVO DI NOCERA NEL SETTIMO LIBRO DE’ SUOI ELOGI. AL SIGNOR COSMO DE’ MEDICI, DUCA DI FIORENZA.

Non vi maraviglierete punto, candidissimo Principe, se molti i quali a’ tempi loro sono stati in grandissimo nome di valor militare, parrà che siano tralasciati in questo volume; percioché l’intentione mia è stata di volere adornare con gli elogi solamente coloro, de’ quali ho potuto havere i veri ritratti, sì come diligentemente s’è osservato nel libro già da me publicato, il qual tratta degli huomini illustri per la dottrina delle buone lettere. Per la qual cosa ragionevolmente debbo ottener perdono, da poi che in mettere insieme questo apparecchio di tanti ritratti, acceso da perpetua curiosità per più di trenta anni non ho mai perdonato né a diligenza né a spesa alcuna. Percioché io riputava, che in questa inclination d’età et precipitosa vecchiezza, havendo hoggimai posto da parte tutti gli altri piaceri, non potesse intravenire più honorato né più splendido studio (specialmente a huomo religioso) et massimamente ordinandomi io una vita piacevole et priva di travaglio et di lite et molto tranquilla, che l’havere apparecchiato a galant’ huomini un dilettevolissimo piacere nel nostro Museo, e uno utilissimo trattenimento degli animi, con questi eccellentissimi essempi di vera virtù, per mezzo de’ quali essempi questa vita spesse volte affannata, et piena di maninconosi travagli felicemente ordinata si venga allontanando dalle molestie et dagli affanni. Veggonsi però anchor quivi de’ Capitani anchor vivi, et de’ re ch’oggi sono ancho al mondo, a’ quali mi son vergognato metter gli Elogi molto lunghi, percioché (come dicono i poeti) l’ultimo giorno della vita fa testimonio di tutti, e innanzi al dì dell’ultima partita huom beato [p. 006V] chiamar non si conviene. Et è oltra ciò molto dura et odiosa impresa sottomettere alla pubblica censura i costumi degli huomini vivi, dalla quale s’aspetta alquanto più certa speranza di malevolenza che di premio o di lode. Perciò che a’ tempi nostri appresso di molti l’haver lodato parcamente et l’haver biasimato è riputato una medesima cosa. In questi scogli sono io talhora inciampato, quando io ho publicato l’historie anchorché da me scritte con honorato temperamento di fedele ingegno. Ma ciò sopporterò sempre io con la medesima fortezza d’animo franco, con la quale essendomi messo all’impresa di questa gravissima opera, mi son risoluto di dovere aspettarne quella lode solamente da una nobil fatica, come più sicura et più piena, più tosto da coloro che dopo noi verranno, che da’ vivi, i quali con manifesta invidia spesse volte leggono l’altrui cose. Ora questo libro, il qual contiene gli Elogi degli huomini vivi, si finirà in una illustre et breve loda del nome vostro, et ciò meritatamente, poi ch’egli è nato in casa vostra; dove essendo lor concesso nobile ottio gli studi delle buone lettere fioriscono sotto l’ombra vostra. State sano.