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Gli elogi vite brevemente scritte d'huomini illustri di guerra, antichi et moderni, Livre 4
[p. 003V]

PREFATIONE DI MONSIGNOR PAOLO GIOVIO VESCOVO DI NOCERA NEL QUARTO LIBRO DE’ SUOI ELOGI AL SIGNOR COSMO DE’ MEDICI, DUCA DI FIORENZA.

In questo quarto libro, Magnanimo Signor Cosmo, saranno le imagini de’ più moderni heroi, alle quali s’attaccheranno elogi più ristretti particolarmente et più brevi che gli altri di sopra, percioché i nomi di coloro i quali noi stessi habbiamo veduto fioriti per la fama della virtù loro, sono diffusamente celebrati nell’historie nostre, et passeranno anchora, per quel ch’io credo, a cognitione di chi verrà dopo noi. Ora secondo l’ordine che già habbiamo preso, il primo che ci si para innanzi, è Carlo re di Francia, il quale hebbe invidia alla tranquillità della pace d’Italia, la quale cresceva tuttavia, et non era ancho confermata, et ciò più tosto per nostra, che per invidia sua. Sì come quello che chiamato et sollecitato a ruinare per tutto lo stato delle cose publiche, tanto più grave ci venne addosso, quanto egli pareva meno da esser temuto appresso agli huomini ignoranti del pericolo, et poco prattichi della militia. Ma la repentina et insolente furia di quella natione straniera, anchor che tardi, c’insegnò a scordarci affatto le dissensioni nostre, et la intrinseca discordia, accioché noi fuggissimo gl’incommodi della servitù apparecchiata, i quali poi facendo nascere guerre di guerre venuti addosso a noi che poco a tempo restavamo d’impazzire, se non ci fece molto accorti, et molto forti come richiedevano i pericoli a’quali s’haveva da riparare; parve però che ci facesse più patienti a sopportare la vergogna della inusitata conditione. Né già possiamo consolare altramente noi stessi che volontariamente ruinammo, [p. 004R] se non che la furia giusta vendicatrice de’ delitti meritamente gastigò gli auttori di tanta ruina. Questo Re di Francia dunque, il quale anchor che non volesse con la sua furia ruinò la famiglia vostra, con honorato essempio vi fa avvertito, che vi risolviate a ributtare gli assalti delle nationi straniere, la cui forza suole essere grandissima e insopportabile, più tosto con grave et maturo consiglio, che a volergli sostenere con la sicurezza dell’armi. Percioché Cosmo, et Lorenzo vostri maggiori huomini di gran prudenza, stettero sempre vigilanti in questa cura della publica salute, di tenere più lontano che possibil fosse col consiglio l’armi forastiere. Percioché altramente che con queste inondationi non si può travagliare et diradicare, questo vostro principato senza dubbio dato dal destino, et poi con la vostra maravigliosa virtù confermato: perché non pare che in alcun modo debba temere di veruno intrinseco inganno, chi come voi si porta da principe valoroso con la scorta d’una pietà et giustitia perfetta, quale in una bene ordinata Republica i buoni e i cattivi cittadini egualmente confessano essere desiderato da tutti.