








SE BEN tutti li huomini universalmente drizzano l'operationi loro a qualche fine, è ogn'huomo astretto dalla verità per mediocre discorso ch'egli habbia, conoscere che necessariamente si deve eleggere un fine; non dimeno il più delle volte accade che molti non sapendo discernere il fine ch'è veramente buono da l'apparente si conducono a tale, che pigliando un fine per l'altro, mentre credeno di farsi felici, si privano a fatto della felicità humana, sì come avviene a coloro i quali essendo immersi nel vitio, per conseguir un fine falso & desiderato da loro, non si fanno più felici del solito, ma più miseri assai. Là onde bastandomi quelle miserie, nelle quali (colpa della mala fortuna) io mi ritrovo immerso, per non incorrer anchora in quelle che l'huomo da se stesso si procaccia alle volte, mi son sempre sforzato per quanto io poteva, di non ingannarmi circa l'elettione del fine, per il che considerando varie cose circa quello particolare, al fine havendo piena notitia delle innumerevoli virtù e delle rare qualità della M. V. essendo in questo veramente guidato del lume d'Iddio, elessi per fine di servire humilmente e con tutto il cuore la. M.V. sperando poi che nel fine si trova tutta quella felicità che si può godere in questa vita di farmi per tal mezzo felice, e con tal proponimento ancor ch'io habbia continuamente ricercato hor un modo hor un'altro, per adempir quello mio desiderio, con tutto ciò la molta diligenza ch'io non ho mancato per tal rispetto d'usare, non mi han recato punto di giovamento, per ciò che la mala fortuna non satia d'avermi privo d'ogni bene e particularmente di quelli che sono dominati da lei, han voluto in quello anchora mostrarmisi nemica, intricandomi di tanti impacci, che fin ad un certo tempo non è stato mai possibile ch'io habbia possuto disponer di me medesmo, ma alla fine potendo più in me il desiderio ch'io ho di servir la M.V. che gl'impedimenti sudetti, feci in modo che la mia buona voluntà superasse l'interesse de le cose proprie, e però venendo alli serviggi della. M.V. il mio Sig. Prospero Colonna al quale per infiniti rispetti mi sento sopra modo obligato, mi parve di condurme col suo favore in questa felicissima corte con intentione di venir personalmente a manifestarle l'humil servitù mia, la qual ben da una parte per la sincerità sua da se stessa è stata sempre perfetta. Non dimeno da l'altra, non essendo venuta in cognitione della M.V. pare che non habbia havuta l'ultima perfettione sua, dove che hora per farla perfetta, non solo la consacro con vive voci alla M. V. ma di più la priego humilmente che voglia accettarla havendo riguardo non al poco merito mio, ma solo alla grandezza dell'animo suo, è perché voglio ch'in me non resti cosa che non sia tutta della M.V. havendo in questa operetta raccolte molte cose appartinente a l'arte della fortificatione, mi pare cosa conveniente ch'io debbia rappresentarla alla M.V. sì per non mancar a l'obligo mio, sì anchora per far ch'ella riconosca alcuna particella di quel poco imparato della fortificatione, parte affaticandomi intorno ad alcune [p. 001V] fortezze, d'Italia, e parte anchora legendo varii Libri, overo ragionando con lo Illustrissimo Signor Pompeo Colonna, il quale per la buona e ottima cognitione che ha di tutte le cose appartinenti alla guerra, e particularmente del fortificare, mi ha veramente in molte cose circa quest'arte di tal modo illuminato che per non vestirmi dell'honore altrui, son sforzato di dire che se qualche cosa di buono si ritrova in questo libretto, si deve attribuir non a l'ingegno mio ma piutosto a quello del detto Sig. Pregola dunque ch'insieme con la servitù mia voglia accettar questo picciolo dono, ch'io la certifico che si come ella non ha persona che l'avanzi di clementia e di bontà, cosi spero ch'ella riconoscerà con gli effetti che non è alcuno che m'avanzi di fede e di volontà di servirla, e con ciò pregando di vederla fra breve tempo ascender in quella felice esaltatione che mi promette la grandezza de l'animo suo accompagnata da una infinita giustitia e prudenza, humamente con ogni riverenza me l'inchino.
Carlo Theti, Discorsi di fortificationi, del sig. Carlo Theti napolitano.Al serenissimo et potentissimo Imperatore Massimiliano secondo d'Austria Suo Signore, Rome, per Giulio Accolti, 1569.
Exemplaire reproduit : Firenze, Biblioteca nazionale centrale, V.MIS 1013.4
Carlo
Theti
(auteur, dédicateur)
DBI (2019)
(Nola 1529 - Padova 1589)
Maximilien II de Habsbourg empereur du Saint-Empire (dédicataire)
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