












Poiché chiaramente la fortuna mostrò sua possa in adornare il gran Cosimo Medici padre di V. AL. Serenissima, & che ei con sì gran cumulo di virtù, si alzò a quella somita di gloria che ’l mondo ha visto, non restando quasi luogo ad humane voglie di più desiderare, forse satio di triomphi (rendute gratie a D.O.M) che l’incerte guerre gl’erano con prospero fine successe, si ritirò come in theatro, per vedere l’attioni illustrissime dell’AL. di Don Francesco Sereniss. successore & herede, non meno della Toscana che dello splendore della paterna gloria. Io con alquanti altri che erano alla corte presti per essequire ogni commissione fui necessitato con sua gratissima licenza, passarmene alla Patria, dove trattone quel tempo ispesso in servigio della catholica Santa fede Christiana più volte e particolarmente [p. 002R] alla Reale difesa, per la mia parte dell’importantissima frontiera dello stato dell'Albania per la Seren. Republica Venetiana da Infedeli feramente assalita, mentre che con estremo rissico le christiane forze erano per apparagonarsi con le Turchesche, mi son sempre trattenuto modestamente sodisfatto di quello che’l sudore & la mia mano mi havevano (sia detto senza iattanza) guadagnato: se non fosse stato un continuo stimulo alla mia conscienza il vedermi passare il miglior tempo della vita, qual pur volendo, secondo il poter mio, accompagnare con più virtuose maniere che possibil mi fusse : pigliai a rivedere & ampliare alcune mie osservanze militari che richieste da molti si ristamporno sotto il felicissimo nome di V. AL. & che con ogni riverenza convenevole già si apresentorno inanzi alla Serenità di lei, come hora fanno questi Notturni diporti, ragionamenti da me hauti nel mio albergo, seguendo in ciò il costume delli sacerdoti egitii savissimi huomini, che tutte le loro memorie offerire solevano a Mercurio, non perché credessero quello Dio haver bisogno di gloria humana, ma acciò che il dovuto honore all’autore del ben loro rendessero, tenendo da lui esser nato il sapere & l’eloquenza & esser Dio inventore d’ogni scienza & arte. Questo dopoi è stato anco comandamento del divin Platone, il quale volle che prima che ci mettiamo a scrivere alcuna cosa, sempre chiamiamo qualche Nume in nostro aiuto perché ci porga favore sopra humano, il quale da Dio vero in Cielo & dall’AL. V. come mio [p. 002V] Gran Mastro, in terra, desiderare & aspettar debbo. Imperoché con infinita sodisfatione, ritrovandomi dedicato in tutto e per tutto & astretto da tutti i lati alla gran casa Medici, molto prima ch’io fussi (dirò così) fra i primi di questa città, cui vestito fusse il sacro habito dell’ordine di S. Stefano, perché non dovevo fare il medesimo? Adunque, con quel debito modo che al suo gran seggio si conviene, & già l’Osservanza & hora li Notturni che in mio nome, per darli conto della mia vita, riverentemente gli furono & sono inanzi, accetti con quella benignità che già piacque al gran Cosimo accettar me, la felice memoria di cui mi serra sempre veneranda & il nome di lei sacrosanto all’AL. Sereniss., della quale infinitamente racomandandomi, bascio humilmente la mano. D’Ancona il mese di Luglio 1580.
D. V. AL. Ser.
Fedelissimo Servitore
Francesco Ferretti
Francesco Ferretti, Diporti Notturni, Ancona, appresso Francesco Salvioni, 1580.
Exemplaire reproduit : Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, 69. 1.A.36
Francesco Ferretti
(auteur, dédicateur)
DataBnF
VIAF n° 788145424560586831000
(Ancona, ca. 1523-ca. 1593)
Francesco de Medici
Grand Duc de Toscane
(dédicataire)
DBI (1997)