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Dioscoride fatto di greco italiano. Al cui fine sono apposte le sue tavole ordinate, con certe avertenze, e trattati necessarii, per la materia medesima
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A LA ILLUSTRISSIMA SIGNORA SEMPRE osservandissima, la signora Argentina Rangona Marchesa Pallavicina. II Fausto da Longiano.

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Parmi di comprendere che Vostra Signoria per questa mia serà assalita da doppia meraviglia. L’una fia ch’ella pensava forse nanti che addesso le devesse mandare la vita del Signor Conte Guido suo consorte, e mio signore, la quale incomenciai a scrivere poco dopo la morte sua et hora invece di quella veder cosa tanto diversa. L’altra che conoscendola di così eccellenti qualità dotata, mi mancasse quasi com’a dir soggetto, senza mandarle materia sì stravagante, che se pur io deveva scrivere fuori de l’aspettatione, era debito mio ragionare, di maggioranze, de’ regni, d’imperij a che pare propriamente nato l’altissimo, et invitto animo suo. A la prima io rispondo, che tosto ella vedrà, quanto per me in altri tempi fu promesso, e da lei per aventura aspettato, ma non è maturo il parto anchora: nel nascimento d’Hercole, per l’ampiezza del soggetto, non bastò una notte. Oltra che per volere meglio al mondo mostrare qual fusse tra gli altri il Signor mio a cui solo deggio e vivo, e morto, mi è convenuto fare un ritratto de le vite de’ molti altri huomini illustri, che tutte ad un tempo si vederanno, tal che tra gli altri posto non altrimente risplenderà, che tra minute stelle un chiaro sole. A la seconda dico, che, primo che [p. 002V] fusse quella felice anima chiamata dal suo fattore a più tranquilla vita, per godere di que’ trionfi, che si danno per meriti a le vertuose operationi de la ben passata vita, il mio Signore come a cui non era occulto alcun secreto del cielo, de la terra, e de l’abisso per beneficio universale m’impose a trapportare questo libro ne la più commune lingua. Gravandomi questo più che altro debito, non ho mai cessato, fin ch’io non ho dato compinento a quanto io era tenuto. A niun’altra persona conveniasi mandare questa fatica più che a lei, primo perché il debito ch’io haveva col Signor suo consorte non deveva pagarsi in altre mani, che in le sue, sendo ella rimasa fidissima guardatrice de le sue vertudi, e de le sue sostanze, per renderle, quandunque fa tempo, al Signor Conte Guido Baldiserra, et a le signore Isabella, Lavinia e Ginevra figliuoli communi di tuttadue. Secondo, sendo cosa, come uscita dal Signor suo consorte, che me l’impose, a cui poteva inviarla, che più cara havesse ad essere che a Vostra signoria? Sì che tanto l’amo, e tanto riverì ne la vita, e tanto ama, e riverisce ne la morte. E da cui fu ella nella vita di lui più che l’anima propria amata, e deve hora che è in carità perfetta assai più compiutamente amarla. Cessi adunque l’una e l’altra meraviglia. Con la solita gratiosità, con cui soleva già accogliere lettera, o d’altra cosa del Signor suo consorte accetti questa mia come cosa sua. E con ogni debita riverentia le bascio la vertuosa et honorata mano. Di Vinegia 1542.

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Références ouvrage

Dioscoride, Dioscoride fatto di greco italiano. Al cui fine sono apposte le sue tavole ordinate, con certe avertenze, e trattati necessarii, per la materia medesima, Traduction et commentaire d'oeuvre Sebastiano Fausto, Venezia, Curzio Troiano Navò, Giovanni Farri & fratres, 1542.

USTC n° 827012
EDIT16 n° 17263

Exemplaire reproduit : Londres, The Wellcome Library

Notices biographiques

Dioscoride (auteur) Notice Wikipedia

Sebastiano Fausto da Longiano (traducteur, dédicateur) DBI (1995)

Argentina Pallavicino Rangoni (dédicataire) Notice Wikipedia

Autres personnalités citées

Guido Rangoni DBI (2016)