








I Romani Magnifico Signor mio, con la prudenza de l’animo accompagnata da una ottima fortuna, non solo occuparono quanto era bastante all’appetito de l’animo loro, ma cercaron avazar ogn’altro di gloria come coloro che conoscevano gli otii inimici e contrarij a gli effetti a che essi eran nati, et che solo il nome eterno vivifica la memoria de lo homo. La onde pensando ch’il mondo soggiogato da loro era poco et basso oggetto al desiderio degli honori che essi creavano da trofei, da carri, da i trionfi, dalle pompe et da i famosi gridi del nome de’ più honorati maggiori, incitati dalle statue et dalle glorie de’ passati, tentarono con diverse maniere sottometter gl’intelletti et le lingue, i principati et qualunque cosa che più arrechi gloria a i mortali, onde diversamente operando, i buoni et vertuosi pensieri si conversero in manifesta ambitione, la qual non solo gli ritenne dall’imprese honorate, ma in tutto rovinò la Repubblica tanti anni et con tante fatiche vivuta coi sudori de’ suoi più cari cittadini, la quale sì come per l’avenir fu sempre in travaglio, così per il passato fu fortunata et felice, perché fiorirono in essa non solo capitani eccellenti che con l’armi soggiogarono il tutto, ma et oratori e filosofi et poeti eccellentissimi, i quali et le lingue domarono d’ogni altra natione, et forse gl’ingegni, sì come ci manifesta l’essempio di Cicerone, di Salustio et de gl’altri il cui nome vive eternamente nelle historie, et nelle carte; il che facendo prestaron [p. 001V] larga materia a i greci, a gli hebrei, a gl’arabi et a qualunque natione ha lingua, d’empier le carte de lor casi, delle lor nature delle lor armi, et delle lettere loro, prestando essi immortali, l’immorialità a gli scrittori, fra’ quali non è meno immortale e degno di loda Dione Greco già, latino un tempo, hora volgare. Questi altamente trattando dell’armi romane, fu tradotto da Messer Nicolò Leoniceno chiarissimo et famoso a’ dì nostri, non meno amator de’ parti di Roma che si fusse Dione, et quantuque egli conoscesse che la lingua nostra non era in quel grado, in ch’ella hoggi si vede, piuttosto volle mostrarci con parole non così regolate la materia di così bell’autore, che tacendo nascondercela, togliendo di più quella buona fama a’ romani. Questo dunque uscendo alla luce e al cospetto di tanti huomini, con che più bello honor, et sotto qual più honorato nome lo potea vedere il mondo che sotto quello della Maestà Vostra, a pensier di qual’animo son più somiglianti i fatti romani ch’al vostro? Essi animosi, essi forti nati, essi prudenti et pietosi, dominarono gli altri. Voi alle imprese honorate, fortunato, saggio e alla pietà essendo rivolto, come san quegli che per prova ne’ loro affanni la sentono, vincete gli huomini empiendogli di riverenza col nome vostro, et espaventado coloro che odian le vertù vostre, le quali ci mostrano che sempre le buone qualità dell’animo, son degno oggetto dell’invidia. Prendetelo dunque per segno in parte di quella affettion ch’io le porto, la qual s’apparecchia con più forza, render honore a quello che conosciuto da tanto Senato è meritamente et reverito et lodato.
Di Vinegia il primo di Marzo. M. D.XLII.Cassius Dio Cocceianus, Delle guerre de Romani. Tradotto da m. Nicolo Leoniceno, & nuovamente stampato, Traduction et commentaire d'oeuvre Niccolò Leoniceno, Venezia, Venturino Ruffinelli, GiovanniFarri, 1542.
Exemplaire reproduit : Cremona, Biblioteca Statale, CIV.A II.4.7
Dion Cassius
(auteur)
Enciclopedia
Niccolò da Lonigo
(traducteur)
DBI (2013)
Francesco Sansovino
(dédicateur)
DBI (2019)
Antonio Dandolo
(dédicataire)
DBI (1986)