










Il medesimo desiderio della veirtà, dalla quale mi si dice, che V.S. si è mossa ad avvertirmi d'alcune cose contenute nel libro scritto da me intorno a gli Obelischi di Roma, ha invitato me ancora, et quasi obbligato a risponder a quello di che (come io credo) ella ha giudicato esser bene, ch'io fossi avvertito, et quantunque la verità non possa essere se non una in tutte le cose, ne mai da se stessa diversa, sono però diversi modi, che tengono gl'huomini, c'hanno intentione di investigarla in [p. 001V] che nascono molte difficoltà, o per essere ella lontana dal nostro concetto, et come disse colui, sommersa nel profondo, et per dio le vie, che ad essa ci guidano dubbiose, et oscure: overo s'ella è vicina, non cessano però alcuna volta le difficoltà per mancare spesse volte i mezzi necessari di ritrovarla, le quali difficoltà io cercherò per quanto comporterà la debolezza delle mie forze di superare almeno in parte, protestando sempre non essermi messo a far queste mie considerationi ad altro fine, che per la medesima verità, il che credo si conoscerà dal modo da me tenuto nell'esplicarle, poiché si vedrà chiaramente che io attendo principalmente a quello, che è stato opposto, et non mi lascio trasportare ad altro, monstrando sempre verso Vostra Signoria quella buona dispositon d'animo che si deve alla sua dottrina, et buona volontà, colla quale si è compiacciuta di darmi questa occasione di considerare [p. 002R] più cose, et perciò mi vado pervadendo, che conforme alla speranza, et desiderio mio V.S. habbia da pigliare questa mia risposta in quella buona parte, che io ho presi i suoi avvertimenti, poiché nel modo mi par d'esser certo, che non habbi da desiderare alcuna cosa, et poiché altro oggetto non habbiamo, ne io, ne ella, che di scoprire la verità, dobbiamo (se io non m'inganno) restar molto contenti, che o per quello che io risponderò, o per la fatica commune d'ambi due, essa verità nel soggetto di che si tratta, apparisca molto più chiara, il che se ci sarà conceduto dovrà questa communicatione de studi esser con molto piacer nostro, et forse non senza qualche utilità di chi vorrà leggere questi nostri discorsi a così honesti fine indirizzati.
Michele Mercati, Considerationi di monsignor Michele Mercati sopra gli auvertimenti del sig. Latino Latini intorno ad alcune cose scritte nel libro de gli obelischi di Roma. Insieme con alcuni sopplimenti al medesimo libro, Rome, Domenico Basa, 1590.
Exemplaire reproduit : München, Bayerische Staatsbibliothek, 4 Arch. 126
Michele
Mercati
(auteur, dédicateur)
DBI (2009)
(1541-1593), médecin et philosophe naturel. Archiatre de plusieurs pontifes,
gardien du Jardin des plantes du Vatican, créateur de la Metallotheca Vaticana.
Latino
Latini
(dédicataire)
DBI (2005)
(1513-1593), letterato, filologo, al servizio dei cardinali Rodolfo Pio da Carpi e Alessandro Farnese.