Fac-similés Réduire la fenêtreZoomer dans le fac-similéDézoomer dans le fac-similéDétacher la fenêtre
Fac-similé de l'éditionFac-similé de l'éditionFac-similé de l'édition
Colloqui famigliari […]
[p. 001R]

ALLA ILLUSTRISSIMA ET VIRTUOSISSIMA PRINcipessa Madamma Renee di Francia, Duchessa di Ferrara, Pietro Lauro Modonese humilißimo Servitore.

POI che già da l’uso di tanti secoli, Illustrissima et Eccellentissima Signora, è approvata per buona la consuetudine di coloro che, dovendo mandar fuore un libro o composto, o interpretato da essi, gli procurano prima la prottetion di qualche persona, il cui nome sia talmente honorato al mondo, che quando per altro il libro non fusse da chi poco intende stimato per tale, lo faccia degno di qualche pregio, o almeno lo renda securo dal dishonore et dal dispregio. Et poi che tra gli altri che seguitano tal consuetudine quelli sono più avventurati, et asseguiscono meglio l’intento loro, che a più grande et più degno nome trovano da raccomandare le loro fatiche, io, che sommamente desidero d’esser nel numero di questi tali, terò per gran ventura la mia, se Vostra Eccellentia com’io spero si degnerà d’approvar questo mio ardire, che io assicurato da la eccessiva sua humanità et cortesia habbia sotto l’ombra sua mandato in luce questa mia tradottione de’ Colloquij d’Erasmo, percioché così ella uscirà fuore adornata di quel favore, et di quel credito, ch’io le posso et debbo desiderare maggiore. Et se per [p. 001V] sorte nel primo aspetto paresse ad alcuno prosontione et temerità la mia di volere col nome di così gran Signora far scudo a cosa sì bassa, come talhora può parer questa, mi rendo certo ch’egli muterà subito opinione, se considererà bene l’intento mio in ciò non essere stato d’honorar con questo libro il nome di Vostra Eccellentia troppo per se stesso honorato per le rare et egregie qualità sue (percioché io non sono di così poco vedere, ch’io non conosca quanto estrema pazzia sarebbe di chi volesse con una piccola candela far lume al sole), ma solamente esser stato il mio intento d’honorare, et illustrar col nome suo questo libro, sapendo che quanto una cosa è più bassa et humile, tanto ha maggior bisogno d’esser inalzata, et ingrandita. Né può per questo dirsi che al suo chiaro nome si faccia ingiuria, quando se li porge occasione di scoprir più al mondo quanto sia grande il suo splendore, il qual all’hora si mostra maggiore, che men degna et più oscura cosa rende honorata et illustre. Non già ch’io chiami oscura et indegna la propria opera latina di questo dottissimo autore, la cui virtù et dottrina ognun sa quanto sia stata grande a l’età nostra, et la cui gloria non può in modo alcuno scemarsi, ma parlo sol di quella parte, che hora ci è del mio, parlo, dico de la traduttione fatta da me per giovare a’ molti che non leggono latinamente, la quale quel ch’ella sia, et s’io habbia con essa quanto a me asseguito il fine ch’io vi pretendo, potranno giudicarlo i lettori, a me tocca di sentirne et parlarne modestamente. Né ricerco da Vostra Eccellentia che legga altrimenti questa opera più di quello, che a lei stessa [p. 002R] piacesse, persuaso che già l’habbia letta per altri tempi ne l’idioma in che da prima fu scritta da l’autore. Ma quando ella non l’hauesse a sorte più letta et con questa occasione volesse legerla così tradotta, ardisco dirle ch’ella ne riceverebbe grandissima sodisfattione. Si contengono in essa com’io stimo ch’ella sapia meglio di me, molti diversi ragionamenti di materie diverse havuti da diverse qualità di persone. La più parte dessi Colloquij discorrono sopra cose appartenenti a la nostra christiana religione, onde gli animi inchinati a la vera pietà possono trare construtto non mediocre. Tutti poi sono pieni di notabillissimi ammaestramenti et utilissimi avvertimenti, onde quasi tutta la vita de l’huomo si può formare et erudire in una perfetta moralità et politia, et onde ogni età, ogni sesso, ogni condition de persone può secondo il grado suo imparare il modo e la regola di governarsi prudentemente in tutte le sue attioni. Et ciò con assai piacere et diletto d’animo, per l’historie, favole, et altre gioconde piacevolezze, tutte cose degne di notitia, che ne i Colloquij sono a diversi propositi racontate. In somma la lettione di questo libro è tutte insieme utile et diletteuole. Resta solo che la faticha ch’io ci ho fatto del tradurlo sia così grata et accetta a Vostra Eccellentia, com’io non dubito che essendo a lei tale, sarà etiandio a tutti gli altri gratissima et accettissima. Io humilmente et con tutto il core la supplico che se ne degni, et senz’altro dire a lei infinitamente mi raccomando, et le bacio le mani.