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Della christiana religione
[p. 001R]

LIBRO DI MARSILIO FICINO FIORENTINO Della Cristiana Religione ad BERNARDO DEL NERO Clarissimo Cittadino Fiorentino.

PROHEMIO del libro che la generatione humana sanza religione sarebbe piu misera chelle Bestie.

SE L’UMANA generatione la quale può col lume dell’intellecto comprehendere e’ gradi de’ beni et de’ mali et qualche volta discerner la vera felicità dalla vera miseria et dalla falsa felicità non aspectassi dopo questa ombra di vita vera vita, certamente nessuno animale nato sarebbe più misero che l’uomo. Perchè qualunche diligentemente considera l’ordine delle cose mondane truova in verità che la sorte et conditione degli huomini in terra è molto più dura et aspra che quella degli altri animali. Prima el corpo nostro perché è quasi di temperata complexione nudo, tenero sanz’armi naturali, facilimamente da qualunque extrema qualità et accidente et obstaculo tucto ‘l giorno è offeso et di cose quasi innumerabili quanto al victo, vestito, habitatione, instrumenti ha di bisongnio. Dipoi l’inquisitione della ragione la quale nelle operationi et opere ci dichiara esser più excellenti ch’e’ bruti, necessariamente ci fa in questa vita molto più miseri, questa ci fa con multiplice anxietà circha diverse cose presenti rivolgere pentere spesso di molte preterite et, come innumerabili [p. 001V] beni ardentemente desiderare, così innumerabili mali sempre temere non solamente in questa vita et a tempo, ma etiamdio nell’altra et in eterno. Beati sono gli spiriti celesti perché nel mezo giorno cioé in luce pura, tutto discernono tranquillamente vivendo, sanza molta cura et anxietà vivono le bestie, perché essendo nella profonda nocte della ignorantia nate ove la natura le pone o mena, ivi si stanno, ivi ne vanno. Anxio troppo e infelice in terra è l’uomo conlocato dalla natura in una nebbia mezza tra giorno e nocte, il perché veggendo alquanto e potendo da sè qualche poco operare a l’andare adoperar per se piglia fidanza, ma veggendo male et poco potendo, spesso cade et mentre risurge da una parte miserabile da l’altra parte ruina. Nonn è ragioneuole che la ragione la quale ci dimostra più prestanti che gli animali irrationali et più simili et propinqui nel vedere et volere agli spiriti celesti pieni di ragione ci facci più distanti da quegli che le bestie nella condition del vivere et nel grado del bene. Nonn è giusta cosa che la generatione humana accostandosi per culto divino molto a dio el quale è somma felicità sia sempre più infelice ch’e’ bruti animali, e’ quali essendo di tal culto privati da dio son molto distanti. Ma per che l’uomo per la cognitione et volontà et veneratione della divina felicità apparisce esser sì per natura, sì per qualche merito di vita e dono di gratia di decta felicità capace la quale naturale et acquisita capacità al tutto vana esser non debba, però nolla potendo [p. 002R] in questa mortale vita consequitare, è necessario che nell’etterna la possa fruire. Questa beatitudine ci promette et dona la sancta religione madre della viva speranza, madre della vera consolatione, d’ogni virtù et sublimità et premio, dapoi che solamente nella sacra religione ogni nostro bene si truova, debbasi nel observantia et confirmatione et difensione di questa tucte le forze del ingengno operare. Per la qual cosa volendo el tuo MARSILIO FICINO usar l’officio suo almeno in qualche parte ha, in questo anno, composto con l’aiuto divino un libro in confermatione et defensione della vera religione quale è la cristiana. Et perché la religione è dote e virtù commune a tutti apartenente, mi parve si convenisse detto libro non solo in lingua latina, ma ancora in toscana comporre, perché el libro della virtù universale a molti fusse comune. Et volendo donare el libro latino al magnagnimo viro LORENZO DE' MEDICI, giudicai esser conveniente per non divider col volume della religione quegli che dio auctor della religione in vera amicitia coniunxe, dare el libro toscano A BERNARDO DEL NERO, diligentissimo observator della virtù civile quanto philosophia et religione comanda. La qual virtù secondo ‘l nostro Platone in quattro cose consiste che ‘l ciptadino sia prudente in discernere nella ciptà affine di ben chomune le chose presenti et prevedere le future et sia giusto nel distribuir a ciaschuno secondo e meriti, forte in vincere e timori e quali le operationi [p. 002V] delle virtù inpedischono, et ne’ suoi appetiti temperato. Addunque Bernardo mio ardente amatore della patria nostra ricevi chon animo lieto et felice fortuna questo nostro tractato della celeste patria: siccome la monarchia el libro dell’amor riceuesti. Quegli con questo insieme et con degli altri che piacendo a dio comporremo a ttuo nome, stimo saranno manifesto segno a presenti e futuri seculi, quanto non solo gli huomini civili e seculari, ma etiamdio le persone date alla philosophia et al sacerdotio dall’adulatione rimote abbino meritamente stimato tua degna persona. Leggerai insieme con questo prohemio ancora el prohemio che diricziamo al nostro LORENZO, acciò che l’uomo non separi coloro che dio congiunse. Conferirai qualche volta queste nostre disputationi con Piero degnio a te nepote, a me fratello, huomo certamente acutissimo d’ingengnio e di costumi et lectere ornato. Credo stimerete come semper per effecti mostrasti stimare che la frequente lectione delle cose divine sia a’ gouernatori delle Republiche molto conueniente, imperò che sapete ch’el governo terreno allora è optimo et filicissimo, quando col favore del Re del cielo si diricza allo exemplo del regnio Celeste.

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Références ouvrage

Marsilio Ficino, Della christiana religione, Firenze, Nicolaus Laurentii Alamanus, 1474-1475.

USTC n° 995007

Exemplaire reproduit : Roma, Biblioteca Casanatense, Vol. Inc. 1052

Notices biographiques

Ficino Marsilio (auteur, dédicateur) DBI (1997)

Bernardo Del Nero (dédicataire) DBI (1990)

Autres personnalités citées

Lorenzo de Medici DBI (2009) EM (2014)

Piero Del Nero DBI (1990)

Bibliographie

Cesare Vasoli, « Note sul volgarizzamento ficiniano della Monarchia », in Miscellanea di studi in onore di Vittore Branca, vol. III : Umanesimo e Rinascimento fra Firenze e Venezia, Firenze, L. Olschki, 1983, t. 2, p. 451-474.

Paul Oscar Kristeller, Supplementum ficinianum I, Firenze, L. Olschki, 1937, p. 10-12.