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Astutie militari di Sesto Iulio Frontino huomo consolare, di tutti li famosi et eccellenti capitani romani, greci, barbari et hesterni
[p. 001R]

ALLO ILLUSTRISSIMO ET Eccellentissimo Signore Francesco Maria, Duca di Urbino et di Sora, Prefetto di Roma, et dello inclito Senato Venitiano dignissimo capitano: Francesco Lucio Durantino Salute et perpetua felicità gli dice.

Di quanta dignità et amplitudine Eccellentissimo Prencipe, siano già stati gli antichi et moderni capitani, le belle et ornate historie sì di Greci, come di Latini scrittori copiosamente lo dimostrano. Imperoché noi veggiamo Tito Livio Pattavino elegantissimamente scrivere delle Storie Romane, Plutarco delle Vite di que’ capitani più clari et illustri, Suetonio Tranquillo et Herodiano di molti nobilissimi et eccellentissimi imperadori. Li quali tutti per li lor fatti egregij sì nella bella Europa come etiandio ne l’Africa et ne l’Asia, con ornato stile dalli sopradetti autori son stati exaltati, et fatti immortali al mondo. Et invero cosa più degna, più utile et più prestante di ciò far non si poteva, perciò che essendo li capitani al più delle volte conduttori et governatori de gli grandi et piccioli exerciti di Re, di Prencipi et delle floride et ben ordinate republiche, tutta la somma della guerra, la conservatione di popoli et delle cittadi, et finalmente l’augumentatione di tutto il stato et dominio alla fede, et virtù loro honorevilmente sono concesse et date. Donde nasce che di Romani, un Paulo Emilio, un Lucullo, un Pompeio, un Scipione Africano; et di Carthaginesi, uno Amilcharo, un Asdrubale, uno Annibale, son stati et sono anchora con tante laudi et sommi honori sì di prosa come di verso di l’una et [p. 001V] l’altra lingua predicati et commendati fra gli huomini mortali. Et veramente in tali imprese i scrittori delle Historie, hanno havuto materia horrevole et campo grande del dire perché non solamente hanno descrito delle forze et ingegno loro, ma etiandio della fede inviolabile, della giustitia, prudentia, fortezza, temperanza, liberalità et altre virtù lodevolissime. Ma quantunque molti dignissimi scrittori habbiamo copiosamente delli capitani et astutie militari nelli lor libri trattato et scritto, nondimeno Cornelio Frontino huomo consolare (secondo il mio giudicio) mi pare il più bello, il più scelto et il più regolato, et oltre di ciò tanto più degno di lode, quanto che gli è più vero et fedelissimo scrittore, in tutte le generose et alte imprese. Il che sovente considerando fra me stesso, col mio rozzo et poco lodevil stile di linqua latina, in volgar sermone l’ho tradotto, acciò che quelli che in ciò se dilettano, possino anchora loro alcuna volta pigliar sommo piacere et contentezza delle storie antiche et parimente moderne. Benché la bellezza del nostro libro ricercarebbe altro maggior intelletto et un più elevato ingegno del mio, il quale in ogni parte è debolissimo et totalmente infermo. Nondimeno il splendore del romano auttore talmente illustrerà il nostro volgar parlare, che forse i benigni lettori non mi gittaranno così facilmente fuora delle lor mani. Et perché gli è quasi antiquissima consuetudine di tutti e buoni autori, le opre et fati che loro giovevilmente dedicare a huomini clari et di alto legnaggio nati, et trattando etiandio l’opra nostra di que’ più famosi et eccellenti capitani, li quali già per commune oppinione sono cotanto commendati et celebrati al secol nostro, a cui dovevo io più lodevilmente dedicare il [p. 002R] nostro libro, che al proprio Signor mio? Il quale a’ tempi nostri per fama et gloria di valoroso, egregio et prestantissimo capitano, e solo et singulare al mondo. Quello che per tanti fatti degni di memoria meritamente al fortunato Cesare, al magnanimo Scipione, et al vittorioso Marcello aguagliare lo potemo, quello che per servata giustitia et fede per integrità di costumi et vita et per copia di tante virtù, e l’ornamento solo della nostra Italia. Et sì come il chiaro sole coi raggi suoi a tutte l’altre sphere celesti, et al circoito della terra regolatamente girando, porge la vera et dilettevol luce, così il mio Signore col splendore della sua liberalità, magnificenza, bontà, sapientia, gratia et vertù, dà luce a tutti gli altri di questa nostra etade. E però Eccellentissimo Prencipe et Signor mio invitto, havendo il Durantino fidelissimo servitor di quella dedicata l’opera sua volgare delle Astutie Militari delli Capitani famosi et degni, alla Illustrissima Signoria vostra, quella con animo lieto et serena fronte dignerasse di accettarla? Et quando tempo concesso le fia, quella accuratamenie leggere. Percioché et in essa tutti que’ modi, tutte quelle più belle Astutie che già li pregiati capitani al tempo di guerra hanno potuto usare, cognoscerete, et all’opra et parimente all’auttore con la grandezza del nome vostro maggior auttorità et ornamento arrecarete. Et oltre di ciò, con questo honestissimo mezzo apieno dimostrerassi, quanto io più brami totalmente manifestarli l’intenso desiderio, la vera affettione et servitù mia, con certa testimonanza di ardentissimo amore et singular benevolenza verso la Signoria vostra, la quale lddio longamente conservi et mantenghi in prospero et felice stato. Vale.

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Références ouvrage

Sextus Julius Frontinus, Astutie militari di Sesto Iulio Frontino huomo consolare, di tutti li famosi et eccellenti capitani romani, greci, barbari et hesterni, Traduction et commentaire d'oeuvre Francesco Luzio Durantino , Venezia, Comin da Trino, 1541.

USTC n° 831074
EDIT16 n° 19934

Exemplaire reproduit : München, Bayerische Staatsbibliothek, A.lat.b. 1072 m

Notices biographiques

Sextus Julius Frontinus (auteur) Notice Wikipedia

Francesco Durantino (traducteur, dédicateur) VIAF n° 15110807
Notice Wikipedia

Francesco Maria I Della Rovere duc d'Urbin (dédicataire) DBI (1998)

Autres personnalités citées

Tite Live

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Lucullus

Asdrubal

Hamilcar

Caïus Julius César

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