










Se vogliamo considerare Reverendissimo Signor mio, come gli antichi vestivano i precetti di ben vivere con favole, rappresentationi, accioché gli animi fusseno dalle cose sensibili introdotti alla cognitione delle intellettuali, il che secondo Aristotile nel libro dell'anima è la via d'intendere, comenderemo sommamente l'autore della presente opera, il quale volendo descrivere la pellegrinatione dell'huomo in questa vita, si servì dell'arte militare tanto acconciamente che ne’ suoi battimenti viene a dare chiarissima descrittione, sì [p. 001V] alle virtù come a’ vicii, dimostrandoci agli occhi le loro proprietà, il che vale sommamente a conoscere quanto di bene la virtù può donarci e il vicio quai danni. E è questa la più gioconda lettione che ad huomo savio porger si possa, perché vedendosi come l'huomo ha da passare per lo stretto sentiero della vita faticosa e incontrarvi tutti i vicii, ciascuno si disponga di caminarvi con sopra aviso, per giongere con vittoria al campo della Verità, solo riposo, che si conforma e quadra al nostro intelletto. Et essendo laudabile costume che le degne opere non si mandino in luce se non sotto la protettione di personaggio per virtù e dignità ragguardevole che le favorisca, io sovvenendomi della singolare benignità e rare virtù di Vostra Signoria per chiara fama da tutti conosciute, e a me particolarmente narrate dalla buona memoria di Messer Francesco Chimenti di Vostra Signoria amicissimo e a me singolare padrone, ho voluto tradure di spagnolo in italiano e indirizzare a Vostra Signoria così utile e degna opera, della quale si potesseno servire chi non leggono in spagnolo, tenendo per certo che sotto 'l chiaro nome di quella, passerà per le mani di elevati intelletti, così gioverà più al mondo, il quale tanto s'ha allargato dal camino faticoso di resistere a vicii che ben faceva mestiero, che venisse in luce un tal libro accioché la licentiosa vita che passano molti, i quali non hanno pur veduto dipinta la virtù, havesse come un specchio da mirarvisi, e abbellirsi con colori [p. 002R] virtuosi che sono qua descritti tanto fini e naturali, che sarà senza dubbio in ogni virtù perfetto, qualunque se ne vorrà ornare. Vengo adunque con l'opra a’ piè di Vostra Signoria, sopplicandola che non le sia discaro il picciol dono (parlo quanto vi è di mia industria) perché dona assai chi dona quanto ha di suo ; e mi tenga tra suoi più affettionati servitori.
Pedro Hernández de Villalumbrales, Il cavallier del sole, che con l'arte militare dipinge la peregrinatione della vita humana, Traducteur Lauro, Pietro, Venise, Giovanni Battista II & Melchiorre II Sessa, 1557.
Exemplaire reproduit : München, Bayerische Staatsbibliothek, P.o.hisp. 116
Pedro
Hernández de Villalumbrales
(auteur)
Notice Wikipedia
Pietro
Lauro
(traducteur, dédicateur)
DBI (2005)
(Modène 1510 – Venise 1568 env) : polygraphe, humaniste hétérodoxe, traducteur notamment des œuvres d’Erasme.
Giovanni
Trivisan
(dédicataire)
DBI (2019)
(Trevisan) (Venise 1503-Venise 1590) : abbé du monastère de Saint-Cyprien sur l’île de Murano (Venise).
Il est élu en 1559 patriarche de Venise par le Sénat.