








NON è dubbio alcuno eccellente Signor mio, che l’agricoltura è uno de’ membri principali della Republica perciò che senza questa parte gli huomini s’adunerebbono insieme vanamente non potendo durare. Di qui è che i Legislatori havendo consideratione a questo membro favoriron sempre l’agricoltura tenendola alcuni come principale fra l’altre parti della città. Furon poi grandi huomini ne’ tempi adietro, i quali essercitandosi in questo honorato maneggio, le dierono et credito et riputatione, perciò che si sa chiaramente che i Poeti, i Filosofi, i Signori, i Principi, i Re medesimi, non solo havean per cosa magnifica et gloriosa lo scriver libri dell’arte et precetti di quella (come fece Hierone, Diodoro Filone, Attalo, Archelao, Lisimaco, Hesiodo, Vergilio et molti altri da Columella et da Varrone ricordati) ma si vantavano anchora di essercitarsi con le man proprie nell’opere della villa. Si vede parimente che Senofonte nella sua Iconomica, introducendo Socrate gli fa dir che Ciro minore grandissimo Re facendo vedere a Lisandro un suo giardino lavorato con le sue proprie mani, fu da lui lodato grandemente. Et Plinio racconta che i Romani punirono per legge coloro che fossero negligenti nel lavorar le lor possessioni. Ora io vo dir per questo, ch’essendo la materia honorata et utile molto, et havendo io con molta mia fatica posto insieme il [p. 001V] presente volume, nel quale ho distesamente trattato quanto mi ha piaciuto di raccorre in questa materia, servendomi di parecchi buoni scrittori, ho voluto farne un presente alla Vostra Eccellentia, perciò che sapendo io quanto ella si diletti delle cose che sono di sostanza et importanti, et quanto sia la cognition ch’ella ha delle buone et belle lettere appartenenti a nobile huomo et gentile, mi ha paruto ch’egli vi si venga meritamente, oltre che in questo libro si contengono anco molte cose medicinali di non poco momento, delle quai tutte cose V. Eccellenza come sue ne potrà far quel vero giudicio ch’a lei parrà più fermo et piu saldo. Et anchora ch’io sia certissimo ch’egli sia per esserle caro, pure io la prego che riguardando alla mia buona intentione, accetti questa mia volontà a buon fine, perciò ch’io l’amo et l’osservo quanto ella merita senza questo. Et in ogni occasione potrà conoscer la sincerità dell’animo mio, s’ella fino a qui non ha anchora potuto conoscerlo, spogliandosi ella però d’ogni affetto che potesse impedirla a far giudicio retto del fatto mio. Ma in qualunque modo si sia, sapendo V. Eccellenza ch’io son apparecchiato sempre a farle servitio secondo la sua volontà, tenga per certo ch’io la honoro et l’osservo.
Francesco Sansovino, Della agricoltura di m. Giovanni Tatti lucchese libri cinque. Ne quali si contengono tutte le cose utile, & appartenenti al bisogno della villa, tratte da gli antichi & da moderni scrittori. Con le figure delle biave, delle piante, de gli animali et delle herbe cosi medicinali, come comuni et da mangiare, Venezia, Francesco Sansovino, 1560.
Exemplaire reproduit : Lyon, Bibliothèque municipale, A 507773
Francesco Sansovino
(auteur, dédicateur)
DBI (2019)
Nicolò Tinto (dédicataire) médecin padouan, associé de l’auteur
Patrick Mula, « Dipinto in scrittura. Pour une bibliographie des travaux de Francesco Sansovino, polygraphe vénitien (1521-1583) », La bibliofilia, 112/3, 2010, p. 245-280.