












TRA I MOLTI BENI che da la divina bontà habbiamo ricevuti per sostegno de la vita humana, e per ristoro de gli innumerabili travagli che ci affliggono, l’agricoltura è di maggior dignità, quandoché donaci ella non pure quelle cose che a nodrire il corpo sono bisognevoli, ma ci lieva anchora l’animo a contemplare il divino artificio, et a render gratie de la somma liberalità che di continuo usa Iddio verso di noi. Cotal studio, sì come a le bisogne de la vita è utilissimo, così sempre per sua giocondità da sommi huomini prencipi, re, imperatori, come opra innanzi ad ogn’altra honestissima è stato esercitato, e da più chiari filosofi predicato in guisa che paresse loro non picciola parte de la felicità esser in quello posta. Tacerò quanti degni huomini con le propie mani l’essercitassero, leggendosi ne le greche e romane historie de’ famosi huomini dati a l’agricoltura i celebri trionfi ne la guerra e le commendate opere ne la pace. Ma essendo cotal opra per addietro tanto lodata, [p. 002R] a’ nostri dì tenuta vilissima, et a’ più stupidi commessa di maniera che tengano hora tra gli huomini l’ultimo grado quei che gli danno opera, non so tra me stesso conprendere se da le ricchezze e vano splendore de le città sia quest’arte avvilita, overo se per nostra dapocagine (come è de gli huomini costume), scostati da la fatica di coltivare il terreno, s’habbiamo dato a le delitie. Il che nel volgo si potrebbe tollerare quando non vedessemo gli huomini ne le scienze et arti liberali essercitati così esserne privi e nudi che i nomi etiandio de le cose a l’agricoltura richieste gli siano nascosti. Io adunque volendo rivocare a la memoria quest’arte, quasi da tutti gli huomini tralasciata, ho fatto tradurre in lengua italiana quel dignissimo e non mai abastanza lodato Columella, prencipe in vero di quanti ne l’agricoltura habbino scritto, a fine che non più vadano i lettori avolgendosi tra secchi rivi, ma concorrano a questo vivo fonte de’ precetti ne l’agricoltura, del quale poi che harranno pigliato gli amaestramenti, non gli resterà a desiderare cosa alcuna che ne l’agricoltura li faccia più sperti. Et per osservare il costume di mandare in luce le nuove opere sotto nome di persona ragguardevole, per non privare il libro di quel credito che dedicandolo se gli acquista, ho eletto la Signoria vostra sotto la cui ombra uscisse sicura la mia fatica, considerata la rara dottrina sì di greche come di latine lettere et ottime vertù di quella, et insieme la benignità sua verso di me. La quale, tutto che non acquisterà di questa dedicatione gloria alcuna, né utile per tal [p. 002V] lettione, come quella che è per sue virtù chiara, e può (lasciato il volgare) dal latino più acconciamente informarsi, nondimeno potrà durando il caldo leggere per suo diporto anco quest’opra in volgare portata, il che se (come dicemmo) non le gioverà molto, sarà almeno causa che comprenderà vostra Signoria quanto attendessero quegli antichi a l’agricoltura, havendone tanto accuratamente parlato. Et cosi non sdegnerà il mio studio d’aggradirmi a quella, accettando benignamente quanto io posso offerirgli, e con quello insieme l’amore et osservantia mia verso di lei, alla quale humilmente mi raccomando.
Lucio Giunio Moderato Columella, De l’agricoltura libri XII. Trattato de gli alberi del medesimo, traduction italienne Modenese Pietro Lauro, Venezia, Michele Tramezino, 1544.
Exemplaire reproduit : München, Bayerische Staats Bibliothek, A.lat.b. 837
Lucius Iunius Moderatus Columelle
(auteur)
Notice Wikipedia
Pietro Lauro
(traducteur)
DBI (2005)
Zaccaria Dolfin
(dédicataire)
DBI (1991)
Michele Tramezzino
(éditeur)
Enciclopedia